Medicina

Geopolitica e salute, medicina Quantica nuove frontiere della clinica

di Antonella Sperati

 

Recentemente, a Piossasco, in provincia di Torino, si è tenuto un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, tra cui persone vaccinate con il siero a mRNA, alcune delle quali hanno riportato effetti collaterali ancora persistenti. Presenti anche individui che, non essendosi vaccinati, sono stati etichettati superficialmente come “novax” e altri che continuano a credere che il vaccino abbia salvato il mondo da una catastrofe inevitabile.

L’incontro non ha trattato specificamente il tema dei vaccini o del virus, ma si è concentrato sulla scienza e sulla sua possibile manipolazione da parte di istituzioni, incluse quelle riconosciute a livello globale ma che, a parere dei relatori, avrebbero perso credibilità. Un argomento centrale è stato l’analisi dei meccanismi che possono confinare la scienza in un sistema chiuso, dal quale si può uscire solo seguendo un percorso prestabilito, blindato e privo di alternative.

I relatori, tutti intellettuali qualificati con curricula invidiabili, includevano filosofi, medici, fisici e ingegneri, mentre economisti e giuristi non erano stati invitati perché considerati non facenti parte della categoria scienziati intellettuali filosofi.

La discussione ha toccato temi complessi con l’intento di stimolare una riflessione critica e interdisciplinare.

Al termine dell’incontro, è stata avanzata la proposta di fondare “La Nuova Unità del Sapere,” un movimento politico-filosofico che si ispiri ai manifesti delle grandi correnti ideologiche e letterarie del passato. L’idea comporta l’ipotesi di “costruire una base scientifica e filosofica” solida, dinamica e in continua evoluzione, coerente con le leggi naturali e non soggetta a distorsioni imposte da normative economiche o politiche.

È stata inoltre proposta la creazione di una nuova istituzione scolastica, in cui i docenti non dovrebbero semplicemente insegnare le materie, dimostrando di una loro profonda conoscenza sempre aggiornata, considerando l’integrazione che deve esserci con le altre materie, ma trasmettere amore e passione per lo studio e per il sapere. Chi non si sente coinvolto o motivato sia da insegnante che da studente, dovrebbe essere orientato verso attività più adatte alle proprie inclinazioni e al talento personale, soprattutto per lavori artigianali o contadini.

Questa l’argomentazione presentata per dare origine al dibattito: Le vere conoscenze scientifiche sono provvisorie e soggette a revisione. I meccanismi complessi su cui interveniamo non sono del tutto conosciuti, e gli strumenti del sapere evolvono incessantemente. S’impone dunque, con urgenza, la necessità di una Nuova Unità del Sapere. Per superare questa crisi, già oltre un secolo fa, fu invocata la riunificazione delle scienze, fondata sulla consapevolezza che tutte derivano da una radice comune. Solo la filo-sofia, con il suo sguardo universale, può riannodare i fili spezzati e restituire alla conoscenza il suo significato umano.

La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale rappresenta l’ultima opera di Edmund Husserl (1859-1938), lasciata incompiuta dall’autore, pubblicata poi nel 1954. Nell’opera si riflette sulla crisi della cultura europea del Novecento, con particolare attenzione alla crisi delle scienze, come quella dei fondamenti della matematica e della fisica classica. “Secondo Husserl, la scienza moderna ha ridotto la realtà a un insieme di oggetti descrivibili attraverso il linguaggio fisico-matematico, considerando insignificanti tutte le domande sul senso delle cose che non possono essere espresse in tali termini. In questo modo, ha dimenticato sia la razionalità più ampia del pensiero greco, di cui quella matematica è solo una parte, sia l’originario “mondo della vita,” che costituisce il fondamento e l’orizzonte di senso della scienza stessa. Questo “mondo della vita” è stato erroneamente relegato a mera apparenza soggettiva, mentre è invece la base autentica della realtà. L’attenzione di Husserl verso il pre-categoriale e la dimensione pragmatica ha fatto ipotizzare un avvicinamento alle posizioni di Martin Heidegger, soprattutto considerando che l’opera è stata concepita dopo la rottura tra il maestro e il discepolo. Definita da Husserl come «un piccolo inizio», l’opera ha effettivamente contribuito in modo significativo alla rinascita della fenomenologia dopo il 1960”.

Da allora ad oggi, questa crisi si è enormemente amplificata.

Chi meglio della filosofia può porvi rimedio?

Ma deve essere vera filosofia, oggi anch’essa in crisi: i filosofi non sono più filosofi, ma politici travestiti da pensatori.

La statistica, intesa come strumento tecnico e non come scienza autonoma, deve essere impiegata con consapevolezza critica e mai eretta a unica fonte di verità. Altrimenti, la conoscenza resterà prigioniera di numeri senz’anima, incapace di penetrare il mistero della vita.

Conclusione: Navigare nell’Ignoto!

La scienza moderna, con tutte le sue conquiste, somiglia a una barca alla deriva in un oceano in tempesta, priva di una rotta sicura. I suoi timonieri, irretiti dal canto di sirene ingannatrici, finiscono per condurre alla schiavitù del pensiero. Si naviga alla cieca, fermandosi talvolta su fragili atolli di conoscenze parziali, senza sapere se esista un porto sicuro a cui approdare.

“La statistica è solo un imperfetto mezzo per dire che non si è ancora capito nulla.”

L’unico modo per ritrovare la direzione è riconoscere di non sapere tutto, abbandonare l’arroganza del sapere assoluto e riprendere il cammino della ricerca. La guida deve essere la ragione filosofica, sorretta dall’umiltà del dubbio, smascherando i falsi pifferai magici che proclamano un’unica, indiscutibile verità: la loro.

Si spera quindi che prenda vita “La Nuova Unità del Sapere” Nus, che parte col piede giusto perché NUS dal GRECO, corrisponde a << intelletto, mente, ragione>>. Anassagora chiamò NUS la divina ragione ordinatrice del mondo, la quale è il risultato del processo originato dal moto vorticoso prodotto nel miscuglio originario (μίγμα) di tutti i semi dall’azione della Mente (νοῦς). E NUS vuol anche dire NOUS che in francese significa Noi; noi che va a sostituire il troppo usato io, che dal LATINO diventa EGO che qualcuno ha troppo gonfio a dismisura da pensare di essere un DIO in terra.

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