Cultura, Arte e Libri

‘Ascoltavo una musica rivoluzionaria’. Inaugurata a Trevi (Pg,) Palazzo Lucarini Contemporary, la personale di Marco Brandizzi

 

Tra misticismo rivoluzionario e diario intimo

passando attraverso riflessioni sociali e sulla natura dell’arte

E’ stata inaugurata sabato nelCentro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary diTrevi(Perugia), la personale Ascoltavo una musica rivoluzionaria,  di Marco Brandizzi (nella foto). Il titolo prendespunto dalle meditazioni mistico-rivoluzionarie del poeta Aleksandr Aleksandrovič Blok(1880-1921) che, all’inizio dell’epocabolscevica, esortava il popolo russo ad ascoltare “…questa musica della rivoluzione”.

L’alternarsi di ansie apocalittiche ed enfasi utopistica – tipica dell’ultimo periodo del poeta – è il fulcro della mostra trevana. Marco Brandizzi, infatti, nelle sale di Palazzo Lucarinidipana un racconto che sembra fatto di posizioni opposte, tra sorprendenti stimoli percettivi e inattese associazioni mentali. Un racconto che trova equilibrio nella coincidenza di elementi in apparenza distanti: trascendenza e guerra, spazio quotidiano e filosofia, popolo e intimità.

Appassionato di linguistica, oltre che di filosofia e storia contemporanea, Brandizzi usa la scultura, il video, l’istallazione ambientale e il disegno per arrivare al cuore universale del discorso artistico. Ascoltavo una musica rivoluzionaria non è solo una rassegna di manufatti pregevoli, ma un punto di osservazione privilegiato sulla natura stessa dell’arte, intesa come azione umana costantemente in bilico tra apparenza e sostanza, materia e coscienza, estetica ed etica. O, ancora, per usare una formula datata ma precisa, tra personale e politico. Nelle parole stesse dell’artista, infine, questa mostra è “un diario in itinere, che prova a raccontare delle suggestioni, alcune volte sociologiche e politiche, ma sostanzialmente introspettive, direi intime”. Parallelamente alla mostra Ascoltavo una musica rivoluzionariainaugura, presso la Cappella di Palazzo Lucarini, I scream di Filippo Moroni, seconda mostra della serie “Boys don’t cry”, parte di un progetto collaterale che accompagnerà ogni nuova inaugurazione di Palazzo Lucarini, in collaborazione con Accademia di Belle Arti P. Vannucci di Perugia, a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio.

Marco Brandizzi

Nato a Roma, dal 1977 al 1980 studia psicologia alla facoltà di Psicologia di Roma. Si diploma nel 1985 all’Accademia di Belle Arti di Roma. I due livelli di studio interagiscono nella sua attività artistica che spazia da una visione psicologica e sociologica:Immagine CNN, Serial killer, Zeroa una più filosofica e esistenziale: Utopia, Meno duecento settanta tre virgola quindici gradi, CNC machinee le serie Tavolo pensiero,Musica rivoluzionaria, Mappe. Nel 1993 partecipa alla sez. “Aperto” della Biennale di Venezia. Dal 2014 al 2020 è stato direttore dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila dove ha promosso la ricerca e la sperimentazione nel campo delle arti visive. Ha partecipato come relatore a due edizioni di Arte e scienzaorganizzato dal Gran Sasso Science Institute e dall’Accademia delle Arti del Disegno. Attualmente è docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Vive e svolge la propria attività di ricerca artistica e teorica a Roma.

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