Cronaca

Camilla dimessa senza terapie e farmaci da prendere a casa? I Pm vogliono scoprire la verità

Camilla Canepa, la studentessa di 18 anni morta nove giorni dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca, era stata dimessa dall’ospedale di Lavagna il 4 giugno con le piastrine ancora basse e dopo una sola notte in osservazione. I pm che coordinano l’inchiesta hanno dunque esposto il dubbio che i medici non le abbiano somministrato nessuna terapia, come invece previsto dai protocolli delineati nelle linee guida Aifa. Da tali linee guida infatti, pubblicate il 26 maggio, emerge che in caso di piastrinopenia dopo il vaccino i pazienti debbano essere trattati con immunoglobine e steroidi. Gli investigatori dei Nas, coordinati dai pm Francesca Rombolà e Stefano Puppo insieme all’aggiunto Francesco Pinto, hanno quindi espresso il timore che tale terapia non sia stata somministrata alla giovane, che aveva ricevuto la prima dose di AstraZeneca durante un Open Day.

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Questa volta i controlli dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, in sinergia con l’Arma territoriale, hanno interessato diverse aziende agricole del capoluogo siciliano e provincia per il contrasto del triste fenomeno del caporalato e l’abuso del lavoro sommerso, scaturenti dallo stato di bisogno da parte di alcune fasce di cittadini più deboli, nell’ambito del più ampio piano nazionale della lotta al sommerso disposto a livello centrale. A finire sotto l’attività ispettiva dei Carabinieri specializzati nella tutela del lavoro, sono state 6 imprese nel settore agricolo, di cui 4 risultate irregolari; tra le violazioni in materia di lavoro più ricorrenti sono state rilevate: mancata formazione e informazione dei lavoratori, mancata sorveglianza sanitaria e mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale. In sede di ispezione è stata accertata anche la presenza di 2 lavoratori in nero su un totale di 24 controllati, di cui anche 1 minore extracomunitario. È stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per aver occupato “in nero” oltre il 10% dei lavoratori, irrogando contestualmente una sanzione aggiuntiva pari a € 3.700,00, impedendo – così – alla ditta di continuare a lavorare in circostanze di illegalità nelle posizioni lavorative dei propri dipendenti. Sono state, inoltre, elevate ammende per un totale di € 82.317,76, e sanzioni amministrative per un totale di € 7.800,00. Si è provveduto al deferimento alla Procura della Repubblica degli imprenditori titolari delle aziende risultate irregolari.

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Eseguito dalla Guardia di Finanza un decreto di sequestro preventivo per oltre 127 milioni di euro. 63 gli indagati

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Operazione Game Over dei Carabinieri. Maxi operazione contro la società mafiosa foggiana. Svariate decine di arresti.

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