Roma Capitale

Castel Romano, partito lo sgombero del campo rom

Via allo sgombero del campo nomadi di Castel Romano a Roma. Sono cominciate le operazioni previste per liberare l’area F del, con l’intervento degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, intervenuti per l’identificazione e l’allontanamento delle persone presenti ancora all’interno del settore. Una trentina le persone trovate all’interno dei moduli, tra cui anche minori, che progressivamente sono stati accolti dal personale della sala operativa sociale per l’avvio delle procedure legate alle esigenze alloggiative. Sul posto anche personale della Polizia di Stato e dei Carabinieri. “L’obiettivo – fa sapere Virginia Raggi in una nota stampa – è ripristinare le condizioni ambientali e igienico sanitarie a tutela della salute pubblica. Il campo di Castel Romano ad oggi è ancora sottoposto a sequestro preventivo da parte dell’Autorità giudiziaria. Con lo sgombero di questa mattina facciamo un passo in avanti nel percorso di superamento e chiusura dei campi rom presenti a Roma. Abbiamo già chiuso i campi rom di Camping River, Foro Italico e l’insediamento di Schiavonetti. Siamo in fase avanzata sui campi di Barbuta e Monachina, che dal 2017 a oggi sono stati svuotati del 70%”. La Raggi conferma di aver trasferito quattro nuclei familiari, per un totale di 15 persone, in via temporanea presso alloggi popolari dedicati al cohousing destinati all’emergenza abitativa. Per quanto riguarda gli altri nuclei firmatari del patto di responsabilità solidale, uno è in affitto e altri due sono in fase di trasferimento. “La metodologia del piano Rom – continua Raggi – è quella di rendere autonome le persone che abitano nei campi, promuovendo il loro accesso a tutti i diritti di cittadinanza. Le strade adoperate sono quelle previste dal piano Rom e dalle norme vigenti. Le famiglie sono in parte in cohousing, in parte in affitto”. Nelle scorse settimane, nove famiglie che risiedevano nel campo, tra l’Area F e l’Area Ex Tor Pagnotta, si sono allontanate spontaneamente e altre due hanno raggiunto l’assegnazione definitiva della casa popolare. Dunque, al momento dello sgombero erano presenti solo nove nuclei familiari che, si sottolinea, non hanno mai collaborato nel processo di inclusione previsto dal Piano Rom. Presente anche la Sala Operativa Sociale per assicurare loro assistenza e proporre, a ricorrere dai presupposti e compatibilmente con la disponibilità di posti, l’accoglienza presso le strutture del circuito cittadino dell’emergenza. Successivamente alle attività di allontanamento dei nuclei, viene avviata la rimozione dei moduli abitativi liberati e la pulizia e la bonifica dei luoghi.

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