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  Dazi Usa, Rasmussen (Presidenza Ue): “Accordo equo o pronti a reagire”

 

“Vogliamo un accordo, ma deve essere un accordo equo”, ha spiegato il ministro degli Esteri della Danimarca, presidente di turno Ue, Lars Lokke Rasmussen, all’arrivo al Consiglio Ue Commercio, evidenziando che “mantenere l’unità” tra i Ventisette “è l’aspetto più importante”. “Se ci troviamo di fronte a dazi ingiustificati, dobbiamo essere pronti a reagire”, ha sottolineato. Sulla stessa linea il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, che ha chiarito come il Consiglio dei 27 sia “uno degli incontri più importanti, dato il contesto sempre più difficile del commercio internazionale. E inizieremo dalle relazioni Ue-Usa dove abbiamo accolto con rammarico e delusione, la lettera inviata dal presidente degli Stati Uniti all’Unione europea, soprattutto considerando la fase avanzata dei nostri negoziati in corso”. “L’attuale incertezza causata da dazi ingiustificati non può persistere all’infinito e pertanto dobbiamo prepararci a tutti gli esiti, compresa” la possibilità “se necessario, di misure proporzionate e ponderate per ripristinare l’equilibrio nelle nostre relazioni transatlantiche. Discuterò con i ministri i prossimi passi per le prossime settimane”, ha insistito Sefcovic. Ad ogni modo, la linea del dialogo è quella che, al momento, si predilige. Lo stesso Sefcovic avrà un nuovo scambio con le controparti americane oggi: “Non riesco davvero a immaginare di rinunciare” a raggiungere un accordo “senza aver fatto un tentativo serio”, ha sottolineato. “Continuiamo a credere che il nostro rapporto transatlantico meriti una soluzione negoziata, in grado di gettare le basi per nuova stabilità e cooperazione. Per questo manteniamo aperto il dialogo con l’amministrazione Usa”. L’Ue ha comunque a sua disposizione diverse contromisure per i dazi Usa, come quelle da 21 miliardi su acciaio e alluminio europeo, già approvate e ora sospese, e quelle per circa 72 miliardi contro le tariffe ‘universali’ di Donald Trump. Ma la Commissione Ue ipotizza un terzo pacchetto di misure relativo alla restrizione di esportazioni su determinati beni. Uno degli esempi più rilevanti, rispetto all’interesse Usa, sarebbe quello di limitare l’export dall’Ue dei rottami di alluminio.

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