Primo piano

Corso di specializzazione in Tecnica della Perizia Giudiziaria

Roma il 22 maggio seminario sulle OPERAZIONI PERITALI

 

Perché organizzare un corso di specializzazione in Tecnica della Perizia Giudiziaria? Questa è la domanda che mi ha posto un collega.

Perché è necessario rafforzare i diritti del cittadino indagato, per il penale, o che chiede giustizia, nel civile. Il sistema giudiziario italiano presenta molte e svariate manchevolezze. Magistrati non sempre preparati alle necessità. Personale di cancelleria largamente insufficiente, mal preparato e poco motivato. Consulenti tecnici e periti non selezionati adeguatamente. Primo, da una scuola che non seleziona più nulla e nessuno. Secondo, da un sistema giudiziario che non rispetta sempre i codici che dovrebbe invece attuare. Codici che affermano a quali requisiti devono corrispondere le “speciali competenze”. Espressione generica, ma in ogni caso chiara, poiché, se afferma “speciali”, vorrà affermare che non è sufficiente essere laureati in ingegneria, ad esempio, per essere iscritti negli elenchi dei tribunali. Non definisce “speciali”, ma a meno di avere un deficit intellettivo ed un minimo di buona volontà è chiaro che si vuole qualcosa di più.

Perché nessuno chiede referenze, tantomeno attestati, sulla preparazione giuridica degli aspiranti consulenti tecnici e periti. Una semplice convocazione errata e si rallenta un processo o lo si può far saltare.

Perché non si può chiamare a collaborare con il magistrato giudicante, al fine di formare o rafforzare il suo convincimento, un professionista che non si sa se è tale, se ha speciali competenze e preparazione giuridica.

Perché qualcuno dovrà pure provvedere a selezionare anche l’attitudine, l’indipendenza, la rettitudine ed il profilo psicologico dell’aspirante consulente tecnico o perito. Ricordo di aver letto pochi mesi fa di un giornalista che ricordava di quel magistrato che si è gettato dal sesto piano del proprio palazzo. Inequivocabile segno, quantomeno, di perdita dell’equilibrio psichico. Il giornalista ricordava, però, che ancora il giorno prima emetteva sentenze in un tribunale italiano. Proponeva, quindi, un esame psicologico dei magistrati con una certa periodicità. Mi domando: se si chiede un esame psicologico per i magistrati chiederne uno psicoattitudinale per i consulenti tecnici e periti è cosa così strana? Stravagante? Inutile?

Ritenete sia facile respingere offerte chiare di denaro o altro da parte di chi è pagato neanche 4,75 euro l’ora senza una chiara dirittura morale?

Pensate sia facile ignorare chiari avvertimenti della malavita per orientare il senso della consulenza o perizia?

Ritenete che tutti i consulenti tecnici o periti di fronte a quesiti che comportano l’assunzione di gravi, eventuali, responsabilità scelgano sempre di dire ciò che è loro convinzione o non possa succedere che scelgano di scrivere ciò che li solleva da qualsiasi futura responsabilità?

Ritenete che tutti i consulenti tecnici o periti non si facciano influenzare da minacce da parte della malavita?

Qualcuno avrebbe detto: “Meditate gente, meditate”.

Vi sarà difficile crederlo ma la telefonata tipo che riceviamo alla segreteria del Collegio Periti Italiani è spesso la seguente: “Sono stato da pochi mesi iscritto nei ruoli di consulente tecnico al Tribunale di mia competenza. Ho appena ricevuto i miei primi quattro incarichi. Sinceramente non ho idea di cosa devo fare. Se m’iscrivo al vostro collegio avete la possibilità di aiutarmi? Non so proprio dove mettere le mani”.

Quando qualcuno afferma: “Adesso che sarà eseguita la perizia sapremo tutto su come sono andati i fatti” è un inguaribile ottimista. Proprio io devo ammettere che con la perizia iniziano i maggiori guai.

Tornando alla telefonata, per un decennio abbiamo svolto un lavoro che ritengo dovuto e lodevole. I nostri associati si sono sacrificati a divenire veri e propri “tutor” di questi neofiti della consulenza tecnica. Badate bene neofiti ma non necessariamente giovani. Sempre più si arriva a fare il consulente di tribunale a fine carriera, quando esiste una carriera, o quando si è perso il lavoro precedente.

Si perde di vista, da parte dei responsabili dell’ordinamento giudiziario italiano, che la giustizia è uno dei valori irrinunciabili dell’essere umano. Non è pensabile amministrarlo con neofiti, con dilettanti, con professionisti che tali non sono.

Torniamo al nostro servizio di tutoraggio. I nostri associati, quelli dotati di maggiore esperienza conquistata in decenni d’incarichi svolti hanno gettato la spugna. Tanto lavoro. Tante giornate a seguire passo passo questi nuovi colleghi. Nessuna soddisfazione. Alla remunerazione economica vi avevano rinunciato fin dall’inizio. Il sospetto che i conti non tornavano più è pesante. Come mai così tanti incarichi a questi neofiti e consulenti di storica fama non ricevevano più incarichi anche da dieci anni? Logico il sospetto di essere presi in giro. La conseguenza è stata che, a poco a poco, sempre più associati hanno ritirato la loro disponibilità al tutoraggio salvo pochissime eccezioni e per pochissimi neofiti, quelli che veramente hanno intrapreso la carriera di consulente con spirito di servizio e pignoleria costante, da vero professionista.

A questi colleghi auguriamo una felice carriera che aiuterà la giustizia a farsi largo da zone d’ombra sempre pericolose e minacciose. A questi colleghi non mancherà il nostro aiuto e la nostra solidarietà.

A coloro che potrebbero aiutarci e non lo fanno, auguriamo di non essere protagonista in un processo dove il C.T.U. sia uno dei pretesi consulenti che ci telefonano per chiedere aiuto. Tenendo presente che questi non sono neanche i più pericolosi, riconoscendo la loro impreparazione, infatti, hanno l’onestà di comprendere che hanno necessità di un aiuto. I pericolosi sono coloro che non riescono a compiere quest’atto d’onestà intellettuale e decidono di “buttarsi” al buio. A pagare saranno i cittadini e poche cose sono più odiose di questa.

SITUAZIONE

L’attività del Consulente Tecnico, d’Ufficio o di parte, stante l’enorme incremento del contenzioso, ha assunto un ruolo indispensabile, correlato ad una sempre più consistente richiesta del mercato, nell’attuale momento di crisi economica.

Gli sviluppi professionali connessi sono estremamente articolati, in particolare, il Consulente Tecnico di Ufficio esplica la sua attività, a seguito di nomina ufficiale, per Tribunali, Giudici di Pace, Commissioni Tributarie. Il Consulente Tecnico di parte per privati, avvocati, aziende ed enti (Comuni, Province e Regioni).

PREMESSA

L’attuale normativa sulla perizia e sulla consulenza tecnica nel penale e nel civile, non prevede esplicitamente particolari requisiti circa la formazione del professionista.

Da tale constatazione nasce la necessità dell’istituzione di questi seminari che vogliono essere l’inizio di una maggiore qualificazione della nostra categoria: i consulenti tecnici.

OBIETTIVI

Il Corso di specializzazione è suddiviso nelle quattro fasi in cui è stata suddivisa l’attività della consulenza tecnica: 1) Affidamento incarico; 2) Operazioni peritali; 3) Relazione tecnica e deposito; 4) Parcella; 5) Accertamento Tecnico Preventivo + altro.

Il Seminario valorizza gli aspetti metodologici della tecnica peritale nelle sue diverse applicazioni teorico-pratiche.

L’impostazione didattica, proposta dal Dipartimento Formazione, permette una immediata utilizzazione operativa delle nozioni apprese.

Il Corso di specializzazione, inoltre consente di acquisire una informazione-formazione di tipo professionale, tale da permettere di individuare le aree deboli e di intervenire con idonei supporti operativi-metodologici.

Il corso è composto da cinque seminari di quattro ore ciascuno. Affidamento Incarico + Operazioni Peritali + Relazione Tecnica + Parcella + Accertamento Tecnico Preventivo e altro.

Si approfondiscono le responsabilità che si assume un consulente tecnici d’ufficio. I rapporti con i magistrati, con i consulenti tecnici d’ufficio e con i media.

Si approfondiscono tutto ciò che può capitare durante la fase delle operazioni peritali. Complessa e difficile nella quale è difficile non fare errori. Si esamina come scrivere una relazione tecnica d’ufficio e si fa pratica su come compilare una richiesta di liquidazione. Infine si esamina la fase dell’accertamento tecnico preventivo. Si studiano i concetti di stima e valore e di deontologia.

Prossimo appuntamento a Roma il 22 maggio per le OPERAZIONI PERITALI. Per informazioni www.collegioperiti.org.

 

Alessio Russo, Presidente del Collegio Periti Italiani

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