Cronaca

Dell’Utri, il racconto di una vita dopo il carcere e l’assoluzione

Dalla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, alla lunga carriera, fino all’amicizia con Silvio Berlusconi. Marcello Dell’Utri, ex senatore, fondatore di Publitalia ed ex detenuto a Rebibbia, si è “raccontato” in una lunga intervista al Foglio Quotidiano, dopo la sua recente assoluzione nel Processo sulla Trattativa Stato-Mafia. L’esperienza del carcere – Parlando proprio del carcere, ha raccontato: “Ormai non ci penso più. E’ un sogno lontano. E’ stato peggio il Covid. Certo che ho sofferto. Mi sono anche ammalato. Oggi ho una decina di stent. Stavo in una cella due metri per tre, nelle mani della burocrazia carceraria che è un orrore. E’ fatta per annullarti. Una volta mi feci portare un libro antico, rilegato. Amo i libri. Li colleziono. E le guardie me lo consegnarono squartato, scotennato. E’ la regola, non lo sapevo: solo libri in brossura. E mai più di quattro. In carcere se vuoi qualcosa, qualunque cosa, devi riempire un modulo. Lo chiamano in gergo ‘domandina’. Per una penna, una matita, un volume… Ecco la ‘domandina”. Quando passava troppo tempo chiedevo alle guardie: ‘È arrivata la rispostina?’. Insomma, certo che ho sofferto. Ma poi penso: Ho anche letto molto, mentre stavo in cella. Ora ho 80 anni. Sono vivo. In fondo va bene così”. L’amicizia con Berlusconi – “Quell’uomo mi ha cambiato la vita, mi ha reso ricco, ma soprattutto mi ha fatto divertire, mi ha fatto sognare, mi ha permesso di fare cose che altri non fanno in dieci vite. Ma avete idea di quale corsa entusiasmante sia stata la vita con Silvio Berlusconi dagli anni Settanta agli anni Novanta? Seguendolo noi abbiamo costruito un impero dal nulla, prima l’edilizia, Brugherio e Milano 2, la televisione con Canale 5, poi la pubblicità con Publitalia, il Milan degli scudetti e delle coppe dei campioni, la politica” – ha spiegato Dell’Utri, commentando il suo rapporto con il leader di Forza Italia. Dell’Utri ha parlato anche di Mediaset: “Hanno fatto la televisione di Salvini, sì – ha detto – E che ci possiamo fare? E’ il clima che c’è dentro l’azienda, credo. L’unico che si arrabbia ogni tanto è Silvio”, ha concluso l’ex senatore.

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