Politica

Fabio Rampelli: “Il successo di FdI fondato su Giorgia Meloni e sulla migliore generazione”

“Caro Mattia Feltri, mi sono spesso perso nei tuoi pezzi, mai banali, mai faziosi, sempre capaci di aggiungere conoscenze e punti di vista originali. Proprio per questo rispondo al tuo editoriale “La destra che vince ed è già morente” che mi ha lasciato sorpreso e disorientato. Non mi aspettavo questa analisi, lo dico ponendomi la domanda che in qualche modo possa dipendere da noi l’incapacità di trasmettere un percorso più che trentennale oltretutto sperimentato specialmente a Roma”. Così, in una lettera divulgata sul sito dell’Huffington Post, il deputato di Fratelli d’Italia e Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, replica a Mattia Feltri in merito a un editoriale comparso su Libero.

“Fratelli d’Italia – prosegue – fonda il suo successo su una leader, Giorgia Meloni, amata perché chiara e preparata la cui provenienza però coincide con quella ‘migliore generazione’ che si prefisse l’obiettivo di strappare la destra alla marginalità e scaraventarla sul collo della storia. Ambizione spesso contrastata da taluni dirigenti missini che del cambiamento avevano il terrore. Si tratta di ragazzi e ragazze che tornarono nelle sezioni che citi, ma ci misero attività culturali e sportelli sociali, associazionismo territoriale ed ecologia militante, gruppi di studio e formazione severa, insieme all’antica passione”.

“Giovani – aggiunge – che contrastarono la tentazione del ’92 di far piombare la destra nel rigurgito del ventennio nonostante le praterie che gli si aprivano innanzi; che dormirono in tenda al fianco degli immigrati aggrediti da bande di teppisti, celebrarono un’assemblea anti razzista nonostante il divieto del loro partito di riferimento, ricevendo la visita gradita quanto inaspettata del direttore della Caritas diocesana Mons. Luigi Di Liegro, consegnarono al Rabbino capo Toaff – in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza – una lettera di ripudio delle leggi razziali del 1938 ben prima della nascita di Alleanza nazionale e del viaggio di Fini in Israele; invasero le edicole con il mensile satirico “Morbillo” che accostava Che Guevara e Peron, Pasolini a Prezzolini, Nietzsche a Marcuse. E intervistava Battiato”.

“Generazione che organizzò i centri ricreativi estivi per famiglie disagiate, sostenne azioni di volontariato internazionale nell’Europa dilaniata dai conflitti, in Africa, nelle Americhe e soggiornò nei Kibbutz. Che sperimentò l’alleanza con Comunione e Liberazione vincendo le elezioni alla Sapienza, primo laboratorio per un centro destra di governo, dotandosi di un sistema di relazioni fino ad allora precluso alla destra. Era il 1989. I governatori dell’Abruzzo e delle Marche sono espressione diretta e indiretta di questa evoluzione, insieme a molti parlamentari e consiglieri comunali e regionali, sindaci e assessori”, scrive ancora Rampelli. “A Roma Andrea De Priamo, avvocato, in Campidoglio da 4 mandati, ha governato un Municipio più grande di Firenze, con la madre di tutte le deleghe: l’urbanistica. Fabrizio Ghera è invece capogruppo regionale, per oltre 10 anni in Municipio, quindi consigliere comunale e poi assessore ai lavori pubblici con Alemanno (il famoso “incorruttibile” secondo l’intercettazione tra Buzzi e Carminati). Anche Lavinia Mennuni è avvocato, consigliere comunale da 15 anni, assessore ai lavori pubblici nel Municipio dei Parioli, espressione di ambienti cattolici romani. Federico Mollicone ha un percorso analogo, ora è parlamentare e con una quotidiana azione sulla valorizzazione dei beni e delle attività culturali ha fatto battaglie per teatri di prosa, musica lirica, classica e sinfonica, danza, sport, manifestazioni tradizionali (il rilancio del Carnevale romano e la spettacolare Girandola sono farina del suo sacco). Nel suo bagaglio ci sono la difesa delle librerie e botteghe storiche quanto l’innovazione tecnologica. Anche lui proveniente da municipi e comune. Maria Teresa Bellucci anche è parlamentare e mi risulta sia tra le personalità più considerate dal Terzo settore, ha portato a Montecitorio una competenza elevatissima su politiche sociali, disabilità, tossicodipendenze, anziani, alcolismo, minori in stato d’abbandono. Laura Marsilio è sorella gemella di Marco, ma ha una sua autorevole soggettività, testimoniata dagli anni in cui ricopri il ruolo di assessore capitolino a scuola e famiglia. Notevoli le novità portate nei servizi 0-6 anni, la sua carica di freschezza, l’introduzione di temi nuovi, l’archiviazione dei menù etnici e l’avvento della filiera corta nelle mense scolastiche, l’invenzione dei viaggi della memoria per trasmettere ai ragazzi l’orrore ineguagliabile dei campi di sterminio e disvelare la storia cupa e dolorosa delle foibe”.
“Nella faretra ci sono ancora molte frecce: presidenti di ordini professionali, tecnici urbanisti, economisti, giuristi, imprenditori, vertici di associazioni di categoria, una lunga schiera di amministratori decani. Tutto, tranne che improvvisazione. Abbiamo lanciato un appello alla società civile per cercare di essere più inclusivi, non perché sprovvisti di classe dirigente da mettere in campo. Se Roma fosse un terno al lotto, avremmo i nostri numeri da giocare. Ma non lo è. Se lo diventasse a causa di una mancata convincente risposta della società civile all’appello del centrodestra, avremo i nostri candidati e comunque saremmo la coalizione da battere. Perché questa è la stagione in cui il centrodestra può solo vincere le elezioni. In tutte le grandi città, Roma in testa”, conclude Rampelli.

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