Economia e Lavoro

La Bce si interroga su quando smettere con l’acquisto dei Titoli anti-crisi

La scadenza è fissata al marzo del 2022, ma il Capo Economista dell’Istituto vuole prima vedere gli sviluppi della Pandemia per prendere poi una decisione

Alla Bce sul programma di acquisti di titoli anticrisi pandemica, il Pepp “a un certo punto dovremo dire cosa faremo” prima della scadenza fissata a marzo 2022, “dipenderà dalla pandemia”. Lo ha affermato il capo economista della Bce, Philip Lane, intervenendo ad un webminar sulla revisione strategica dell’istituzione organizzato dallo Official Monetary and Financial Institutions Forum, che sostanzialmente non si è sbilanciato sul futuro di questo programma chiave. “Leghiamo il Pepp alla fine della fase di crisi Corona” e al momento anche a una scadenza fissata a fine marzo 2022 “o quando il Consiglio riterrà finita la crisi”. Ma “penso sia importante concentrarci sul ora e adesso” e sul fatto, ha proseguito Lane, che saremo guidati dall’intento di mantenere condizioni di finanziamento favorevoli. A più riprese, l’istituzione monetaria ha avvertito che si riserva tutta la flessibilità sull’uso del Pepp. Da un lato, non è obbligatorio usarne tutta la dotazione (1.850 miliardi di euro di cui ad oggi ne ha spesi poco più di 1.000 mld) se dovesse riuscire a centrare i suoi obiettivi senza farlo. Dall’altro, all’opposto, se necessario l’ammontare del programma può essere ulteriormente espanso. Concetti che Lane ha ribadito. Il capo economista della Bce ha notato, in positivo, che le previsioni dell’istituzione da tempo scontavano che si sarebbe verificata una forte accelerazione dei vaccini in Europa in queste settimane, come in effetti è avvenuto. Invece “quello che vediamo in India non è una buona notizia”, ha avvertito. Sull’inflazione e i suoi recenti rialzi, “è molto importante differenziare il breve termine dal medio termine. Molta dell’inflazione di quest’anno è dovuta al dipanarsi dell’inflazione negativa dello scorso anno. Si indebolirà di nuovo all’inizio del prossimo anno. E sull’orizzonte 2023 – ha ricordato Lane – prevediamo solo un 1,4%”.

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