Covid

La Russia offre il suo Sputnik per supportare i richiami AstraZeneca

A partire da giugno, la Russia potrebbe iniziare a fornire il suo vaccino Sputnik V, per i richiami  contro il Covid-19 di AstraZeneca. Lo ha annunciato l’ad del Fondo russo di investimenti diretti (Rdif), Kirill Dmitriev. “Crediamo che dalla meta’ di quest’anno, saremo in grado di fornire la seconda dosa alla prima iniezione di AstraZeneca, diventando cosi’ il primo esempio di cooperazione internazionale tra vaccini”, ha dichiarato Dmitriev alla Cnn. 

Effettivamente la notizia ripresa dalle agenzie russe sembra una mossa propagandistica vaccino  e invece è u  ai colleghi dell’azienda anglo-svedese, infatti in un tweet dei Russi è scritto  “produttori di vaccini dovrebbero collaborare per aumentare l’offerta di vaccini nel mondo” e prosegue posi sottolineando come il nazionalismo dei vaccini impedisca “l’ottimizzazione della catena di approvvigionamento”.

In effetti la  carenza di dosi AstraZeneca diffusa un po’ in tutta l’Europa le cui responsabilità cadono equamente fra l’azienda farmaceutica e la gestione incerta da parte della UE della campagna vaccinale dove    le singole case farmaceutiche occidentali stanno sostanzialmente facendo il bello e il cattivo tempo a seconda delle loro esigenze di produzione, ma la parte più interessante del tweet è l’ultima frase “Sputnik V può fornire richiami ad altri vaccini per aumentarne l’efficacia e la disponibilità”.

La mezza proposta Russa che deve trovare risposta in altre sedi istituzionali, può essere considerata come dicevamo,  propaganda, anche se attualmente l’inoculazione di Sputnik è già autorizzata  Ungheria, Serbia e altri Paese dell’Est Europa, ma c’è chi sostiene reale intenzione di Mosca di collaborare con AstraZeneca reciproco interesse. 

Resta da capire se il mix tra i due sieri citati possa effettivamente rivelarsi efficace. A febbraio, il Gruppo strategico di esperti dell’OMS  aveva avvertito “non sono disponibili attualmente dati sull’intercambiabilità delle dosi AstraZeneca con altri vaccini per Covid-19. Si raccomanda di utilizzare lo stesso prodotto per entrambe le dosi”.

Ma sono in corso dei test per capire se la combinazione dei due vaccini dopo la prima somministrazione di AstraZeneca possa essere efficace. Attualmente l’Istituto Gamaleya di Mosca e AstraZeneca stanno collaborando a una miscela formata dai rispettivi vaccini. Entrambi, infatti, sono simili in quanto contengono materiale genetico della proteina spike Sars-CoV-2.

 Come ha spiegato la Bbc, la speranza degli esperti è che una combinazione di sieri differenti possa garantire un’immunità al virus più forte o più duratura. Sempre che motivazioni geostrategiche o commerciali non influiscano sulla eventuale collaborazione. 

AGC GreenCom

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