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Nel Lazio 5.932 persone detenute a fine 2022: 385 in più in un anno

Il 31 dicembre del 2022 secondo le statistiche pubblicate dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), nel Lazio risultano presenti 5.933 detenuti: 385 in più rispetto alla stessa data del 2021. In dodici mesi la popolazione detenuta in regione è cresciuta del 7,9% e il tasso di affollamento calcolato sul numero effettivo di posti disponibili è pari al 125%. A livello nazionale, sempre rispetto alla fine del 2021 l’incremento è stato pari a 2.062 unità e in percentuale del 4,4%. Nella nostra regione, a partire della fine dell’estate, il numero dei detenuti presenti risulta sempre superiore alle 5.900 unità e, quindi, molto vicino alla soglia di 6.000 che rappresentava il valore di riferimento nel periodo precedente la Pandemia. Considerata superata la fase di emergenza correlata alla diffusione del Covid-19 stiamo assistendo a un processo di restaurazione di quella consolidata situazione di grave criticità che contraddistingue la condizione di vita delle persone detenute negli istituti penitenziari del nostro Paese. Si tratta di un ritorno al passato caratterizzato dal progressivo restringimento di quei piccoli spiragli di speranza che si erano percepiti in concomitanza con il periodo pandemico e con il dichiarato maggiore impegno verso il miglioramento delle condizioni di vita negli istituti penitenziari, manifestati da parte del Governo e del potere giudiziario tra il secondo semestre del 2020 e per buona parte del biennio successivo. Di fronte a questa deriva vanno anche considerati i dati drammatici su suicidi ed episodi di autolesionismo che hanno raggiunto l’anno scorso livelli mai così alti da oltre vent’anni a questa parte. Già dell’insieme di questi due fattori: della diffusione di episodi critici e dei tassi di sovraffollamento, si può affermare che le condizioni di chi oggi è rinchiuso negli istituti penitenziari del nostro Paese risultano nient’affatto migliori rispetto a quelle del periodo prepandemico. Complessivamente i detenuti presenti in Italia a fine anno sono 56.196 e sono ben 15 su 20 le regioni in cui il tasso di affollamento supera la soglia del 100%. Nel Lazio, il tasso complessivo calcolato sulla capienza “regolamentare” risulta superiore alla media nazionale e si attesta al 112,2%, in lieve miglioramento anche a causa di un lieve aumento della capienza regolamentare registrata dal Dap. La situazione è comunque decisamente più critica se si valutano questi dati in relazione ai posti effettivamente disponibili. Infatti il tasso reale di affollamento è del 125% e sono  11 su 14 gli Istituti dove i detenuti presenti sono in numero superiore al 100% dei posti disponibili. In particolare si confermano le situazioni di maggiori criticità a Regina Coeli e Civitavecchia Nuovo Complesso (che presentano tassi di affollamento rispettivamente del 158% e del 157%). Accanto a questi vi sono altri quattro Istituti: Viterbo, Rebibbia (R. Cinotti), Latina e Cassino che presentano tassi effettivi di affollamento superiori a 130%. Le presenze di persone in attesa di primo giudizio risultano da qualche mese stabili, con un’incidenza attorno al 15% del totale della popolazione detenuta del Lazio che risulta allineata a quella nazionale. Infine le donne detenute sono 385, erano 402 lo scorso anno.  Continua, sia pur lentamente a diminuire il numero di bambini reclusi assieme alle loro madri: attualmente nel Lazio non c’è nessun bambino recluso assieme alla propria madre e a livello nazionale i bambini presenti sono complessivamente 17 mentre erano 18 il mese scorso e 23 a fine ottobre.

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