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Pensioni all’estero, l’Inps cambia su attestazioni e pagamenti

Dovrà essere certificata l’attestazione in vita per evitare il rischio concreto che l’Istituto eroghi somme non dovute

Pensioni all’estero, arrivano i controlli. Nei prossimi giorni i pensionati che riscuotono in Europa, Africa e Oceania riceveranno da Citibank i moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita. Lo comunica l’Inps in una nota. “L’accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero riveste particolare importanza per l’Istituto, in quanto la difficoltà di acquisire informazioni complete, aggiornate e tempestive in merito al decesso dei pensionati espone al concreto rischio di erogare pagamenti non dovuti”, si sottolinea. Qualora l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di ottobre 2021 avverrà in contanti presso le agenzie di Western Union e, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 ottobre 2021, il pagamento della pensione sarà sospeso a partire dalla successiva rata di novembre 2021. i ricorda, inoltre, che l’Inps e il ministero degli Affari esteri hanno condiviso un progetto che prevede la possibilità per i pensionati di rapportarsi con gli uffici consolari tramite un servizio di videochiamata. L’accordo prevede che sia possibile attestare l’esistenza in vita anche con la seguente modalità: il pensionato che riceve per posta ordinaria da Citibank na il modulo standard di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita, contenente tra l’altro le generalità anagrafiche del pensionato, il numero Inps e il codice Citibank na identificativi del pensionato, lo compila, indicando anche il recapito telefonico e l’indirizzo mail, apponendo sullo stesso la propria firma autografa e la data di sottoscrizione. Il pensionato dovrà quindi inviare una copia digitale di tale modulo, e di un documento d’identità, all’indirizzo di posta elettronica istituzionale del locale ufficio consolare del paese di residenza, che contatta il pensionato utilizzando l’indirizzo mail, se presente sul modello, tramite videochiamata, attraverso gli applicativi ad oggi più diffusi come ad esempio Skype, Zoom, Microsoft Teams, Webex o WhatsApp, se sul modello è presente il recapito telefonico.

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