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Regeni, il suo Friuli Venezia Giulia fa una precisa richiesta al Governo: “Serve un’azione drastica sull’Egitto”

‘Verità per Giulio Regeni’. Lo slogan che campeggia su cartelli e striscioni in tutto il Paese si trasforma in Friuli Venezia Giulia, terra d’origine del ricercatore rapito e assassinato cinque anni fa in Egitto, in una mozione proposta dalla Lega e approvata dall’intero Consiglio regionale. Il testo, sottoscritto da tutti i consiglieri, impegna – informa una nota dell’Assemblea – la Giunta regionale a fare pressione sul Governo affinché “l’Esecutivo consideri una drastica azione della rappresentanza diplomatica italiana nella Repubblica Araba d’Egitto”. Serve infatti una “forma di pressione affinché le circostanze che hanno portato all’omicidio di Giulio Regeni possano finalmente essere chiarite tramite un giusto processo nei confronti dei perpetratori, individuati dalle indagini svolte dagli inquirenti italiani”. La mozione è stata condivisa anche da parte della Giunta regionale. “Gli accordi commerciali con l’Egitto hanno probabilmente rallentato il processo – ha osservato l’assessore Pierpaolo Roberti – ma io credo che la vera realpolitik sia difendere un principio di dignità nazionale: l’Italia non può essere trattata in questo modo da nessun Paese”. Secondo il presidente dell’Assemblea legislativa, Piero Mauro Zanin, “i segni di tortura sul corpo di Regeni sono segni di tortura sull’Italia. E non ci si può sedere al tavolo con chi li ha provocati. Bene fa il Consiglio regionale – ha concluso – a ricordarlo e a denunciarlo”.

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