Cronaca

Strage di Linate, due inchieste per capire il perché dello schianto del Pegasus dopo il decollo

Sono due le inchieste aperte sull’incidente aereo di ieri, alle porte di Milano, in cui hanno perso la vita otto persone, tra cui un neonato, che viaggiavano a bordo di un Pegasus Pc-12, partito pochi minuti prima da Linate. L’Ansv, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, ha aperto un’inchiesta di sicurezza e disposto l’invio di un investigatore sul luogo dell’incidente. All’inchiesta parteciperanno anche investigatori di Romania, Svizzera e Canada, vale a dire i Paesi di immatricolazione dell’aereo caduto, di costruzione del velivolo e di costruzione del motore. La procura di Milano – il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano è andata sul posto – indaga per disastro aereo. Sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza del parking Atm vicino alla fermata della metropolitana, così come alcuni video realizzati da passanti e vicini al parcheggio su cui è avvenuto l’impatto. Immediatamente recuperata e sequestrata anche la scatola nera trovata a una decina di metri dalla voragine dell’edificio che ha preso fuoco. Gli inquirenti hanno inoltre sequestrato le conversazioni radio con la torre di controllo di Linate. La polizia Scientifica è ancora a lavoro sul luogo dello schianto. Gli inquirenti non lasciano inesplorata nessuna pista. Non solo un possibile guasto al motore che prende fuoco prima dell’impatto, ma anche accertamenti sul fronte della manutenzione e sulle ultime manovre fatte dal pilota. E’ stato confermato che sul velivolo da turismo arrivato all’aeroporto di Linate lo scorso 30 settembre da Bucarest (Romania) non sono stati effettuati, nello scalo milanese, interventi di manutenzione o rifornimento di carburante. “Devio leggermente” per il maltempo la richiesta del pilota accordata con la torre di controllo. Ma qualcosa è andato storto e il piccolo aereo è precipitato con il motore in fiamme, secondo le immagini e il racconto di alcuni testimoni. Una “caduta verticale” che non ha dato neppure il tempo al pilota – il magnate immobiliare romeno Dan Petrescu, 67 anni, proprietario del velivolo – di lanciare l’sos alla torre di controllo.

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