Cronaca

Torino, Consap denuncia: “Poliziotto senza green pass interviene inutilmente. Il violento resta a piede libero”


“A nulla è servito il nostro allarme lanciato prima del 15 ottobre. Il nostro è un lavoro che per legge in qualità di agenti o ufficiali di pg ci vede sempre in servizio anche quando l’orario di lavoro termina e siamo liberi cittadini, per questo la nostra peculiarità richiede una tutela maggiore, il poliziotto non è un lavoratore come gli altri”, questo il commento della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP) a quanto accaduto alle 21,45 del 15 ottobre in una via Pietro Cossa 18 a Torino.
“Senza green pass non le è possibile osservare i doveri inerenti le sue funzioni”, questo si è sentito rispondere il collega, un Sovrintendente Capo, che aveva gestito, libero dal servizio, in ferie da alcuni giorni e quindi anche senza tampone anti COVID , il fermo di un individuo violento resosi protagonista di atti di devastazione ed aggressione anche nei confronti del poliziotto regolarmente qualificatosi, che al termine dell’operazione è stato refertato in pornto soccorso con 4 giorni di prognosi.
“Come sindacato di polizia – spiega il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone – avevamo messo in guardia l’Amministrazione, in un incontro propedeutico all’introduzione dell’obbligo del certificato verde sanitario con i sindacati di categoria presso il Viminale, sottolineando il fatto che le forze dell’ordine sono in servizio h24 e non possono e non devono far passare impunito un reato per il quale sono intervenuti, che abbiano o meno fatto la vaccinazione; devono redarre gli atti di polizia giudiziaria previsti per legge e non possono avere impedimenti alcuni nell’accedere negli uffici di polizia , il risultato: il nostro appello è rimasto inascoltato ed oggi ci troviamo di fronte all’arresto di un violento che non può essere convalidato.
Riteniamo che il compito di un ministero sia quello di intervenire sul governo, in caso di evidenti conflittualità fra obblighi di legge e decreti governativi, raccogliendo gli input di esperienza operativa dei sindacati di categoria; e la peculiarità delle Forze dell’Ordine , era un’anomalia degna di tutela maggiore e che andava valutata e sottratta per deroga alla norma, conclude Cesario Bortone “ma siamo ancora in tempo…”

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