Politica

Verso il giorno del giudizio

Mercoledì 20 luglio sarà la giornata dove si scioglieranno i nodi per il Governo e la sua maggioranza variabile. Il Presidente del Consiglio Draghi dovrà sciogliere il giallo che lo vede protagonista. Quella di martedì è stata una fitta giornata di incontri, vertici e riflessioni. Draghi ha visto Mattarella e il Segretario del Pd Letta, mentre su di lui continuavano a piovere richieste di non lasciare l’incarico, sia dall’estero che dall’Italia. Tra i più preoccupati per un addio del Premier l’Unione Europea e gli Stati Uniti, che vedono in Draghi l’unica personalità in grado di tenere in linea l’Italia sul compliacato scenario economico mondiale. Sarà il giorno del giudizio, il giorno delle scelte e delle rese dei conti. Tanto perché era utile non farci mancare nulla, ieri si è consumato l’ennesimo strappo nella maggioranza, con l’attacco veemente della destra nei confronti di Letta e del partito democratico, colpevole di aver incontrato il Premier Draghi. Va detto, però, che nel recente passato, il leader della Lega Salvini, un giorno sì e uno pure, entrava a richiesta a Palazzo Chigi, stessa cosa vale per la Meloni, che pur essendo leader dell’unica opposizione, è stata sempre ricevuta, a richiesta, dal Presidente del Consiglio Draghi.  Oggi il turbamento, decisamente incomprensibile, della Lega per l’incontro di Draghi e Letta. Puntuale e gelida è però arrivata la puntualizzazione da Palazzo Chigi: “Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ricevuto il segretario del Pd, Enrico Letta, che gli aveva chiesto un incontro”. Nulla di clamoroso, probabilmente Salvini soffre sempre di più il peso della sua concorrente delle destre, Giorgia Meloni e dunque cerca di marcare il territorio, cercando di tenersi stretto quella parte di elettorato che gli sta sfuggendo.  E proprio per questo si comprende la voglia inarrestabile di Fratelli d’Italia, di andare alle urne al più presto possibile. Meloni cerca di incassare al più presto il tesoretto che dall’opposizione è riuscita a mettere da parte e scive: “Ecco perché le stanno tentando tutte per evitare di tornare subito al voto…”. Questo scrive Meloni sulla sua pagina Fb, postando un recente sondaggio di Swg che assegna a  Fdi il 23,8 per cento. Poi la leader della destra estrema chiude il ragionamento: “Ecco spiegato perché la sinistra ha così paura delle elezioni.  A sentire la stampa sembra che davvero tutta Italia stia supplicando Draghi di rimanere, come se questo governo fosse realmente nel cuore di tutti gli italiani” sottolinea sempre sui social. “Però poi sempre la stessa stampa avverte che se si andasse a votare, stravincerebbe chi sta all’opposizione di Draghi e del suo governo. Le tipiche dissonanze cognitive della sinistra”. Ma alla Meloni dovrebbe essere ricordato che con il 23,8% non si governa, soprattutto in un Paese come l’Italia.

Aggiornamento crisi di Governo ore 16.52

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