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Vertenze sindacali, la Gkn di Campi Bisenzio conferma tutti i licenziamenti

Ancora niente da fare ancora. La Gkn continua per la sua strada e conferma, al tavolo convocato dal Mise a Firenze, la chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) con i conseguenti 422 licenziamenti comunicati il 9 luglio scorso via mail. Dura la nota di Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotive, e Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze. Per i sindacalisti l’azienda sta “provando a dividere le istituzioni, i sindacati e i lavoratori” e sta “aprendo a una sorta di ‘mercanteggiamento'”.
Non tutto, si legge nel comunicato, “si può comprare e vendere: non ha prezzo un intero territorio che sta difendendo lo stabilimento Gkn e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi quelli dell’indotto. Nutriamo dubbi sulla correttezza della procedura di licenziamento aperta dall’azienda e pertanto, come Fiom, abbiamo presentato ricorso al Tribunale di Firenze. La cassa integrazione per cessazione di attività non è lo strumento adatto ad uno stabilimento che è nelle condizioni continuare a produrre”. La legge, infatti, sottolineano De Palma e Calosi, “permette di utilizzare altri strumenti a costo zero per l’azienda: è disponibile la cassa integrazione speciale per 13 settimane per evitare situazioni di ricatto per le lavoratrici e i lavoratori. Il confronto si potrà avviare solo quando sarà ritirata la procedura di licenziamento. Non trattiamo sotto il ricatto di un interlocutore che vuol decidere a che tavolo trattare e su quali argomenti e non discuteremo di mitigazione dell’impatto sociale, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo stavolta”.

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