Rallenta l’inflazione a luglio in Italia, con i prezzi che crescono del 2,8% annuo (+0,2% su mese) a fronte del 3% annuo registrato a giugno. Stabile invece il prezzo del ‘carrello della spesa’, composto dai beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che cresce dell’1,3% annuo come il mese precedente. Sono i principali risultati che emergono dall’aggiornamento dell’Istat sull’andamento dei prezzi in Italia.
“Dopo il calo del mese scorso, l’inflazione scende anche a luglio”, per un risultato che “rafforza la stabilità del quadro economico e contribuisce a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese”, commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Per Confesercenti, il dato è sintomo del fatto che “le prospettive di crescita della nostra economia potrebbero essere migliori delle previsioni, anche se rimangono variabili di incertezza”, mentre per il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi “si conferma il percorso di rientro dell’inflazione”. Più tenue il commento di Confcommercio, secondo cui “nonostante le turbolenze, l’economia italiana continua a mostrare segnali di vitalità” ma d’altra parte “qualche preoccupazione c’è per la ripresa autunnale”, a partire dalle “tensioni registrate negli ultimi mesi sul versante degli energetici”. Secondo Federdistribuzione, invece, “il rialzo dei costi energetici continua a rappresentare un elemento di pressione per il sistema produttivo e per i cittadini”, mentre un clima di fiducia ancora debole “non favorisce la ripresa dei consumi”. Di altro tenore i commenti delle associazioni dei consumatori, che si concentrano proprio sul tema dell’energia e dei carburanti. “Il bicchiere è ancora mezzo vuoto”, perché il dato di luglio “ancora non risente pienamente della fiammata dei carburanti registrata in Italia, partita solo nella seconda metà del mese”, attacca il Codacons, mentre per l’Unione Nazionale Consumatori il rallentamento dell’inflazione “è solo un’illusione ottica”, dato che le rilevazioni dell’Istat si interrompono il 21 del mese. Non a caso “la benzina viene data addirittura in calo e il gasolio solo in leggera risalita”, sottolinea l’Unc, per cui si tratta di “valori che non corrispondono, non solo alla realtà che vivono gli automobilisti, ma anche alle elaborazioni delle medie Mimit”.
