Primo piano

Blinken: “Contrario a rioccupazione israeliana di Gaza, non ridurre dimensioni territorio”

 

Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha criticato il piano presentato ieri dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Per Blinken, “non ci dovrebbe essere una rioccupazione di Gaza e le dimensioni del territorio non dovrebbero essere ridotte”.
Gli Stati Uniti sono anche preoccupati per l’annuncio del Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich in merito all’approvazione di più di 3.300 nuove case in Cisgiordania, negli insediamenti di Maale Adumim, Efrat e Kedar. “Sono controproducenti per raggiungere una pace duratura e sono incoerenti con il diritto internazionale”, ha avvertito Blinken.
Il piano di Netanyahu, nello specifico, prevede l’insediamento di “funzionari locali non affiliati al terrorismo” per l’amministrazione della Striscia di Gaza in sostiuzione di Hamas, e altri principi espressi dal premier, che però, per la prima volta, vengono presentati al governo per essere approvati.
Tra le altre cose, il piano prevede anche la chiusura dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, nonché il controllo in sicurezza da parte di Israele della Striscia smilitarizzata alla fine del conflitto e un ruolo di Tel Aviv in ambito civile.
Critiche al piano sono arrivate anche dall’Anp, l’Autorità Nazionale Palestinese, secondo cui “è destinato a fallire”. “I piani di Netanyahu mirano a perpetuare l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e a impedire la creazione di uno Stato palestinese”, ha detto Nabil Abu Rudeineh, portavoce del Presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas. “Gaza – ha continuato – sarà parte dello Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale”.

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Bimbi in carcere al seguito delle madri recluse, primo sì della Camera alla proposta di legge che lo impedisce È stata approvata in prima lettura dalla Camera dei deputati la proposta di legge per impedire che i bambini piccoli si trovino a vivere in carcere al seguito delle madri recluse. Il provvedimento – a prima firma del deputato dem Paolo Siani e relatore Walter Verini – punta a promuovere il modello delle case famiglia e a escludere che le madri con figli conviventi di età inferiore ai 6 anni finiscano in carcere. Il testo propone anche l’assoluto divieto di applicazione di custodia cautelare in carcere per la donna incinta. È previsto anche, in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, il ricorso agli istituti a custodia attenuata per detenute madri. “È una questione di civiltà ma anche di diritti costituzionali negati”, ha detto l’onorevole Siani. Per diventare legge la proposta dovrà essere approvata anche dal Senato e poi ancora dalla Camera. Le misure previste nel provvedimento si applicano anche ai padri, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza ai figli. La proposta di legge interviene anche sull’istituto del rinvio dell’esecuzione della pena, introducendo delle modifiche, ma soprattutto sulla disciplina delle case famiglia protette che si vogliono promuovere tramite la stipula da parte del ministero competente di convenzioni con gli enti locali (per individuare le strutture idonee). Durante la seduta sono stati approvati alcuni emendamenti: tra questi uno in particolare, rivendicato in Aula dalla Lega, sottolinea che, in ogni caso, è applicabile il “regime speciale” previsto dall’articolo 41-bis. Il primo firmatario della proposta, Paolo Siani del Pd, ha detto: “Si mette fine a una profonda ingiustizia, che condannava a vivere i primi anni di vita, i più importanti per un bambino, in un carcere. Nello stesso tempo, si pone il supremo interesse del minore in cima ai pensieri del legislatore. È una questione di civiltà ma anche di diritti costituzionali negati”. Il deputato ha aggiunto che, dopo il passaggio in Senato dove la proposta deve ancora essere approvata, “le case protette saranno l’unica scelta per far scontare la pena a una donna in gravidanza o con un bambino fino a sei anni di età, salvo esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Il Parlamento vuole lottare per tutte le persone innocenti, in primis i bambini. È una questione di civiltà”. Di “traguardo molto importante” ha parlato anche il relatore, Walter Verini: l’approvazione “rappresenta un importante passo in avanti verso la cancellazione di questa inammissibile, vergognosa situazione che si verifica nelle carceri italiane”.

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