Politica

Schlein al Salone del Libro promette vittoria in Piemonte e in Europa

di Fabiana D’Eramo

Elly Schlein ha preso parte (nella foto) alla quarta giornata del Salone del Libro a Torino. Accompagnata dal candidato comune del Pse alla presidenza della Commissione europea, Nicolas Schmit, dalla vicepresidente Dem Chiara Gribaudo, dal sindaco Stefano Lo Russo e dalla candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, la segrataria del Pd ha fatto un giro fra gli stand e si è fermata per rilasciare dichiarazioni dalla politica interna a quella internazionale.

Per prima cosa ha detto di essere a Torino “per vincere”. Appoggio incondizionato a Pentenero, che si è appena dimessa dall’incarico di assessora alla Sicurezza e politiche del lavoro della Città di Torino per concorrere alla Regione. “Mi aspetto che Gianna faccia un grande risultato anche grazie a una coalizione che può competere con Cirio”, ha detto la leader dem. L’ex assessora è sostenuta da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, lista Piemonte ambientalista e solidale, Stati Uniti d’Europa e lista civica Pentenero. Si scontrerà con il presidente uscente Alberto Cirio, candidato per la coalizione di centrodestra composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e dalla civica Piemonte moderato e liberale.

Schlein sta dando fiducia ai suoi e non si lascia scuotere dall’inchiesta che ha investito anche il Pd piemontese. Dopo il caso Bari – se non il motivo del naufragio del campo largo con Conte, almeno la goccia che ha fatto traboccare il vaso – era iniziata un mese fa un’altra storia di appalti e voti di scambio con protagonista Salvatore Gallo, ex esponente di spicco del Partito socialista e oggi vicino al Pd con la corrente dell’associazione IdeaTo, da lui fondata nel 2008. Al figlio Raffaele è toccato dimettersi da capogruppo regionale del Piemonte e ritirare la propria candidatura per le elezioni di giugno, ma Schlein, dopo la linea dura del codice etico, ha deciso di rispondere agli scandali con ottimismo – se è qua per vincere. E per fortuna anche dall’altra parte fanno parlare male di loro. Sul governatore della Liguria Giovanni Toti, accusato per corruzione e falso, ha commentato: “La differenza fra noi e loro è che quando arrivano indagini che fanno emergere dei quadri gravissimi, noi siamo i primi a dirlo, a prendere le distanze, a pretendere dimissioni, a pretendere dai nostri amministratori e militanti di alzare la guardia per non vedere mai più irregolarità”. Ha aggiunto, attaccando senza mezzi termini il centrodestra di Giorgia Meloni: “dall’altra parte le inchieste della magistratura interessano solo quando colpiscono gli avversari politici, quando invece arriva un arresto di un presidente di Regione si mettono i ministri a fare l’avvocato d’ufficio”.

Per quanto riguarda il contesto internazionale Schlein è tornata a parlare di pace sulla Striscia di Gaza. A chiedere un cessate il fuoco immediato per “fermare la follia di Netanyahu che sta per compiere un’ecatombe a Rafah dopo gli oltre 35mila morti già fatti fin qui”. La segretaria ha ribadito che il Pd si impegna a chiedere all’Unione europea di aumentare lo sforzo diplomatico per fermare il massacro di civili e portare tutti gli aiuti umanitari necessari. “Dall’altra parte”, ha aggiunto, “è anche importante riuscire a fare ogni sforzo per liberare gli ostaggi che sono detenuti da molti mesi.”

Queste parole lasciano immaginare un posto di rilevenza alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese anche nel programma da presentare alle europee. Ma non è ben chiaro cosa suggerirebbe di fare Schlein anche una volta ottenuto il cessate il fuoco – posto che sia la priorità per fermare la conta dei morti, ci sarà da immaginare un dopo.

Il programma per le europee dovrebbe anche “puntare su sanità e scuola pubblica, lavoro e clima”, ha aggiunto a Torino, ma, allo stesso modo, con altrettanto scetticismo siamo lasciati da soli a interrogarci su cosa significa puntare su questo e quello, a immaginare che vorrebbe fare, nel concreto, il Pd a proposito degli ambiti che si limita a elencare ad alta voce come quando si fa l’appello. Perché sono ambiti, non proposte. “Puntare sulla scuola pubblica”, da solo, non significa niente. In un luogo di promozione della cultura come quello del Salone, Schlein ha voluto inoltre sottolineare quanto sia “fondamentale il versante dell’educazione” e che “pensiero, riflessione, libri, cultura sono tutti elementi importanti nella crescita individuale e collettiva”. Ma, anche qui, attraverso quali proposte, con quale dedizione e sulla base di quali fatti reali è credibile l’impegno che la segretaria promette di dedicare all’educazione, nel programma per il Piemonte, e in quello per le europee?

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