Il comandante in capo delle forze armate ucraine, Alexander Syrsky, in un post sui social ha affermato che nella prima metà del 2026 il ritmo di avanzata della Russia si è più che dimezzato e le perdite medie mensili, tra morti e feriti, si sono attestate intorno ai 32 mila militari.
“Il nemico ha tentato di lanciare un’offensiva su vasta scala, ma di fatto non è riuscito a raggiungere nessuno degli obiettivi prefissati, nonostante un vantaggio quasi doppio in termini di personale e mezzi. Se prima l’esercito russo conduceva operazioni offensive attive in 13 direzioni operative, ora ne rimangono al massimo sei o sette”, ha affermato. “Grazie all’azione proattiva delle nostre Forze di Difesa nella prima metà del 2026 il ritmo di avanzata delle truppe russe è stato ridotto di oltre la metà”, ha concluso. In compenso da registrare la grande offensiva di Kiev.
Raid Kiev contro principale raffineria Russia meridionale
Nella notte le forze ucraine hanno sferrato una serie di attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe, colpendo obiettivi in diverse regioni. Lo riportano alcuni canali Telegram russi citati dal ‘Kyiv Indpendent’. In particolare – viene spiegato – l’esercito ucraino avrebbe colpito la raffineria di Ilsky. L’impianto – si legge ancora – è situato a circa 500 chilometri dal territorio ucraino nella regione russa di Krasnodar. La raffineria è tra le più grandi della Russia meridionale e produce quasi 6,6 milioni di tonnellate di carburante all’anno.
Red
