La guerra di Putin

Borrell, colpire tutto il territorio russo con armi UE. L’ultima zampata del nonno UE?

 

di Giuliano Longo

Jiosep Borrell alto commissario per la politica estera europea, il nonno della Ue (come viene affettuosamente soprannominato, per i suoi 77 anni) è alla scadenza del suo mandato a dicembre.

Eppure non rinuncia a una sua bellicosa zampata , la più bellicosa dai tempi della guerra fredda con lURSS, quando afferma “Le restrizioni all’uso delle armi date all’Ucraina devono essere revocate, ci deve poter essere pieno utilizzo per colpire obiettivi militari in Russia in linea con le regole internazionali”.

Quali siano queste regole le conosce solo lui perché non pare che nel feroce conflitto ucraino ne esistano molte, compresi gli attacchi alle centrali Termonucleari.

L’ apodittica  proposta del nonno viene accolta con entusiasmo dai Polacchi,sempre pronti a menar le mani con la Russia, dagli irrilevanti Paesi Balticie dagli olandesi che forse hanno già perso un loro  F-16, un costoso giocattolo di soli  19 milioni di dollari, poca cosa per il ricco paese dei tulipani.

Fortunatamente la proposta non convince gli altri Paesi fra quali L’Italia anche se Washinton a breve potrebbe cambiare idea, come probabilmente ha  fiutato lo stesso Borrell e qualche ventriloquo  USA nella NATO

D’altra parte il colpaccio ucraino inferto a Vladimir con l’invasione dell’ oblast russo di Kursk ha riattizzato gli appetiti di chi non ha paura della guerra in Europasino all’ultimo ucraino.

La democrazia è in pericolo e occorre prevenire che Putin abbeveri i cavalli dei suoi cosacchi nelle fontane delle capitali europee. Opzione alla quale  Putin non crede e non pensa, nonostante i suoi deliri panrussi e vetero sovietici, anche perché gli mancano i soldi e gli uomini (almeno per ora) .

Qual è allora la causa di tanta nevrotica tensioneanche da parte di una persona anziana ed esperta che da Bruxelles dovrebbe solo dispensare saggezza e cautela?  La ragione sta nell’andamento del conflitto che se ristagna a Kursk, ma procede gradualmente a favore di Mosca nel Donbass e Donetsk.

 

Veniamo ai fatti più recenti, Dopo la conquista  diNovogrodovka, le truppe russe si avvicinarono aPokrovsk, una città a soli 7kilometri, che è il più grande centro di rifornimento delle forze armate ucraine nella DPR.

Sevenisse occupata i russi non avrebbero  alcun ostacolo nel loro cammino verso il confine occidentale della regione di Donetsk, come riporta una recente analisi dell’Istituto americano per lo studio della guerra (ISW),il quale sottolinea che le truppe russe hanno una superiorità in termini di manodopera e potenza di artiglieria di circa 4 a 1 e 10 a 1.

Quale sarebbe la conclusione tattica di queste battaglie? Il tentativo di distogliere  forze russe  dal Donbass con l’ attacco alla regione di Kursk è praticamente si è risolto ancora in una guerra di logoramento, come ormai concordano molti esperti militari occidentali.

Questo non vuol dire che Putin rimarginerà a a breve la ferita di Kursk, anzi esperti russi ritengono non prima del prossimo gennaioquei trerritori verranno liberati.  Ma per consolidare le loro posizioni e magari minacciare la centrale termonucleare di quell’Oblast, Kiev dovrà impegare il meglio delle sue risorse militari e delle armi fornite dall’Occidente, mentre i russi avanzano lentamente verso ovest per “liberare”  completamete (come dicono loro) il Donetsk e il Donbass.

Questione di mesi quindi, quindi nell’ottica di Borrell e dei suoi amici  occorre una azione di distrazione di massacolpendo qualche città russa a centinaia di chilometri dal confine o infrastrutture che già vengono colpite da droni ucraini, ma non suscitano tanto clamore come un attacco al Cremlino (come già avvenuto  con i droni nel maggio del 2023).

L’avventurismo di Borrelli non è quindi solo pericoloso ma forse anche inutileperché non solo alimenterebbe il richiamo di Putin alla “grande guerra patriottica” del 1945, non solo preluderebbe a una mobilitazione di massa in tutta la Russia,  obbligherebbe i Paesi Nato a impegnare  i loro soldati nelle steppe ucraine e alla fine rischierebbe anche l’uso, e la successiva ritorsione occidentale,  di qualche bombetta nucleare tattica.

L’anziano Alto Commissario farebbe allora bene a ricordare le parole di qualche settimana fa della portavoce del Pentagono Sabrina Singh.  “Certo, siamo preoccupati per l’escalation, ma solo perché la Russia non ha risposto (sinora alle provocazioni) non significa che non possa o non voglia farlo in futuro”.

E’ evidente che in questo caso la guerra non la vincerebbero né Kiev né Mosca, ma ci perderemmo tutti noi.  l’Ucraina – Occidente e nemmeno la Russia, ma tutti noi.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.59

Related posts

Anche la Cina manderà aiuti umanitari all’Ucraina. Comunità internazionale in pressing su Pechino per una mediazione con Mosca

Redazione Ore 12

Grano, dal Danubio arrivate 16 grandi navi da trasporto per l’export

Redazione Ore 12

Spie britanniche stanno organizzando in Ucraina un esercito partigiano segreto

Redazione Ore 12