Roma Capitale

A Roma treni “bestiame”: l’odissea quotidiana dei viaggiatori in metro

Cercare di prendere la metropolitana a Roma in un giorno qualsiasi. Per pendolari, lavoratori e turisti è ormai un’odissea quotidiana. E non si parla di giornate eccezionali come quelle di sciopero, ma dall’ordinaria lotta per un posto in metro per centinaia e centinaia di utenti nella Capitale. Provate a salire su un convoglio della metro A, in un orario di punta, in una giornata infrasettimanale qualsiasi.

Sarà quasi impossibile se cercate di farlo in una delle stazioni del centro di Roma, quelle tradizionalmente più affollate per la mole costante di turismo che, con l’avvicinarsi del Giubileo, diventa ogni giorno più imponente, quasi un’invasione per i normali cittadini che vivono o lavorano nei quartieri del centro storico o zone limitrofe. Una delle stazioni metro maggiormente prese d’assalto, è Barberini, a pochi passi da uno dei più iconici monumenti di Roma, Fontana di Trevi, oltre che luogo nevralgico di approdo per i tanti ‘travet’ che ogni giorno vi giungono per poi recarsi nei palazzi della politica e delle istituzioni, o i tanti commessi o impiegati nei bar, negozi e ristoranti del centro. In orario di arrivo o uscita dall’ufficio diventa un’ardua impresa per centinaia di lavoratori, misti a flussi enormi di turisti, prendere al primo tentativo la metropolitana. E in alcuni momenti nemmeno al secondo, al terzo o al quarto tentativo. Pena viaggiare schiacciati l’uno all’altro come sardine come in dei veri e propri ‘carri bestiame’ (per i più audaci che riescono a infilarsi a spintoni). Le attese sulla banchina potrebbero durare anche mezz’ora, a volte oltre. Prova ne sono le immagini che l’agenzia Dire, ha registrato, intorno alle 18, sulla banchina direzione Anagnina di Barberini, che porta dal centro alla stazione ferroviaria di Termini e verso la zona Sud della Capitale, ad altissima densità abitativa. Dopo il passaggio di ben cinque metro, la banchina resta piena, non riesce a svuotarsi per gli arrivi continui di viaggiatori e per le attese anche di 5 minuti tra un treno e l’altro: decisamente troppi 5 minuti per la metropolitana di una grande Capitale europea. La gente lì assiepata non riesce ad entrare sulle carrozze già strapiene all’apertura delle porte dei treni in transito. Qualcuno cerca degli escamotage e prende il treno in direzione opposta, Battistini, per poi tornare indietro. Sembra l’unica soluzione per riuscire a raggiungere la meta di destinazione in un quasi tragicomico giro dell’oca: sei a Barberini diretto ad Anagnina e invece ti infili in un treno direzione Battistini per poi scendere a una delle stazioni meno affollate e così poter accedere di nuovo a una corsa verso Anagnina. Molti utenti fanno più di un tentativo al passaggio dei treni. Per tantissimi restano vani. La gente si affolla, si ammassa, si spinge, le porte a tratti non riescono nemmeno a chiudersi tanto le carrozze straripano di corpi umani. Scendendo dalle scale mobili alcuni raccontano dell’impossibilità di riuscire a trovare con facilità un taxi come alternativa. “Nun ce stanno i taxi a Roma”, dice un romano doc. In tutto questo gli altoparlanti mandano ogni tanto una voce registrata che mette in guardia l’utenza: “A causa della possibile presenza di borseggiatori si prega la gentile clientela a prestare la massima attenzione ai propri oggetti personali sulla banchina e a bordo dei treni”. I viaggiatori stringono le proprie borse a sé ancora più strette e intanto sbuffano stanchi della lunga attesa e del caos. Qualcuno, parlando ad alta voce, si chiede se in vista del Giubileo sarà sostenibile vivere ogni giorno un’odissea del genere per muoversi a Roma con i mezzi pubblici.

Dire

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