di Andrea Maldi
Ogni promessa è un debito. Durante la sua campagna elettorale Donald Trump era stato ben chiaro: proibire la religione woke. Con una serie di decreti legge il Tycoon sancisce l’inizio della fine della cancel culture.
“Penso che ci sia un chiaro sentimento anti-bianco in questo Paese e questo non può essere permesso” aveva espresso Trump.
Incaricato di tutto ciò è il DOGE (Department of Government Efficiency) del magnate Elon Musk, che sta mettendo a punto una serie di chiusure di progetti e di enti pubblici, portando a compimento l’obbiettivo del Tycoon di smantellare le politiche DEI (Diversity, equity, inclusion), e i programmi revocati verranno pubblicati sul sito internet del Dipartimento .
“Elon sta facendo un ottimo lavoro e sta scoprendo enormi frodi, corruzione e sprechi” ha affermato Trump.
Tra i molteplici decreti ce n’è uno che riguarda la chiusura di contratti pubblici e sovvenzioni riguardanti il tema dell’equità. Un altro è contro la transizione di genere, dove si limita l’assistenza medica per i minori. Si precisa infatti che “gli Stati Uniti non finanzieranno, sponsorizzeranno, promuoveranno, assisteranno o sosterranno i minori di 19 anni che vogliono cambiare sesso.”
Argomento che ha fatto infuriare le associazioni Lgbtq+ che si sono dichiarate pronte a presentare ricorso contro l’ordine esecutivo.
C’è un regolamento in particolare dove si afferma che le politiche woke potrebbero violare le leggi sui diritti civili. Gli enti governativi hanno dunque il compito di scovare tutti gli enti con fondi superiori al miliardo di dollari per eventuali inchieste sui diritti umani.
In un’altra ordinanza ancora si ramifica l’obbligo agli enti pubblici di chiudere tutti i programmi della struttura organizzativa DEI con qualsiasi appellativo compaiono.
