Economia e Lavoro

Economia, c’è anche l’Asia nel futuro dell’Europa

Economia, c’è anche l’Asia nel futuro dell’Europa

Nelle relazioni con l’Italia, un ruolo strategico anche per il Pakistan

 

di Shahid M.Ajmal (*)

Le recenti tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno spinto l’Europa a riconsiderare e diversificare le proprie relazioni economiche e diplomatiche. In questo contesto, l’Asia emerge come un partner strategico non solo attraverso le consolidate relazioni con Cina e India, ma anche attraverso un rafforzamento dei legami con il Pakistan, nazione chiave per sostenere lo sviluppo regionale.

Un nuovo scenario geopolitico

Il 18 febbraio scorso, presso lo Spazio Europa a Roma, si è tenuto un convegno organizzato dall’Istituto Italiano per l’Asia (ISIA) dal titolo “Rapporti, Sinergie e Cooperazione tra l’Unione Europea e Paesi del Golfo all’interno dello scenario globale”. L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione Europea per la Regione del Golfo, e gli ambasciatori di Arabia Saudita, Oman, Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Dopo l’intervento introduttivo del Presidente dell’Istituto, On. Mario Morgoni, tutti gli oratori che si sono succeduti hanno sottolineato l’importanza di instaurare partenariati strategici non solo con i Paesi del Golfo e con quelli del Caucaso, ma anche con gli altri grandi paesi del Medio Oriente e dell’Asia. Il dibattito che si è svolto ha messo in luce l’esigenza per l’Europa di ampliare la propria rete di partenariati in Asia, includendo nazioni come il Pakistan. Il mio Paese, con una popolazione giovane e in crescita, rappresenta un mercato emergente con potenzialità significative. La sua posizione geografica e strategica lo rende un ponte naturale tra l’Asia centrale, il Medio Oriente e l’Asia meridionale, offrendo all’Europa l’opportunità per diversificare le proprie relazioni commerciali e industriali. In tale direzione si colloca anche la mia recente visita al Parlamento Europeo a Strasburgo, dove ho avuto modo di presentare la prospettiva del Pakistan in incontri con gli eurodeputati Marco Tarquinio, Matteo Ricci e Leoluca Orlando. Il confronto ha toccato temi centrali come il rafforzamento delle relazioni commerciali attraverso il GSP+, le preoccupazioni del Pakistan sulla sicurezza regionale e la situazione in corso con l’India. Il risultato è stato un forte sostegno europeo alla posizione pakistana: un ulteriore passo avanti verso una cooperazione più solida tra UE e Pakistan. Un sentito ringraziamento va agli europarlamentari per l’attenzione e il prezioso sostegno dimostrato.

Settori chiave della cooperazione UE-Pakistan

Negli ultimi anni, il Pakistan ha intrapreso riforme economiche volte a liberalizzare il mercato e attrarre investimenti esteri. Settori come l’industria tessile, l’agricoltura, l’energia e le tecnologie dell’informazione hanno registrato una crescita significativa, rendendo il Paese un partner interessante per le imprese europee. Nello sviluppo delle relazioni commerciali con l’Europa e in particolare tra Italia e Pakistan, un ruolo di primo piano riveste l’industria tessile: il mio paese è uno dei maggiori esportatori mondiali di tessuti e abbigliamento. Un settore che potrebbe beneficiare di investimenti e innovazioni europee per migliorare la sostenibilità e la qualità della produzione. Altri settori in cui ci sono grandi possibilità di interscambio commerciale sono innanzitutto l’energia rinnovabile: con una crescente domanda di energia, il Pakistan sta investendo in fonti rinnovabili come solare ed eolico. A seguire il settore agroalimentare: la modernizzazione dell’agricoltura pakistana potrebbe essere facilitata dalla collaborazione con aziende europee per migliorare l’efficienza produttiva e la sicurezza alimentare. Molto importante poi è il settore delle infrastrutture e  dei trasporti: la partecipazione al Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) apre opportunità per le aziende europee interessate a inserirsi in progetti infrastrutturali su larga scala. E infine la tecnologia e la digitalizzazione: il Pakistan ha una crescente industria IT e startup tecnologiche che potrebbero beneficiare di investimenti e collaborazioni con aziende europee nel settore digitale.

 

Il ruolo dell’Italia in questa nuova dinamica

L’Italia, grazie alla sua forte tradizione industriale e manifatturiera, può giocare un ruolo chiave nel rafforzamento delle relazioni tra UE e Pakistan. Diverse aziende italiane sono già presenti in Pakistan, specialmente nei settori dell’energia, delle infrastrutture e della moda. In particolare, il settore tessile offre importanti opportunità di cooperazione, dato che il Pakistan esporta una grande quantità di filati e tessuti grezzi in Italia, che poi vengono trasformati in prodotti di alta gamma. Rafforzare questa filiera produttiva potrebbe garantire vantaggi economici reciproci. Inoltre, l’Italia è tra i principali fornitori di macchinari industriali al Pakistan. L’export italiano di macchinari per l’industria tessile e agricola è in crescita, e un incremento della cooperazione potrebbe portare benefici economici e tecnologici a entrambi i Paesi. Penso alla mia attività imprenditoriale, che svolgo da oltre vent’anni, qui nelle Marche e in Emilia, nei settori dell’import-export e del commercio rottami dell’autodemolizione. Con la mia azienda Metal World srl,  sono anche presente nel settore dello smaltimento di gas refrigeranti e vecchi impianti di riscaldamento, per i quali sono attivi due impianti, il primo nelle Marche e il secondo a Rimini.  Per quanto mi riguarda, sono sempre più convinto che le  relazioni commerciali, diplomatiche e culturali tra Italia e Pakistan dovrebbero essere ancor più intensificate con il prezioso supporto sia della Farnesina che dell’Ambasciata pakistana in Italia. Una sinergia che ha funzionato molto bene nel passato e che dovrebbe essere ancor più rilanciata oggi, dopo la crisi che si è determinata nel commercio internazionale  a causa dei dazi imposti, in modo indiscriminato e punitivo, dal Presidente americano Donald Trump.

Prospettive future e strategie da adottare

E allora, per capitalizzare al massimo queste opportunità, l’Unione Europea dovrebbe adottare una strategia multilivello che includa: Il dialogo politico, intensificando le consultazioni bilaterali con il governo pakistano per identificare aree di interesse comune e sviluppare partenariati strategici; La cooperazione economica, per  promuovere accordi commerciali che facilitino l’accesso reciproco ai mercati, riducendo le barriere tariffarie e non tariffarie: Lo sviluppo infrastrutturale, per partecipare a progetti infrastrutturali nel quadro del CPEC, offrendo expertise e investimenti europei per garantire standard elevati e sostenibilità. E infine un altro fattore di grande rilievo è lo scambio culturale ed educativo, per  favorire programmi di scambio in tutti i settori dell’industria culturale, televisiva e cinematografica. Per completare il quadro delle opportunità, consideriamo nelle relazioni tra i nostri due paesi, il rafforzamento delle relazioni con Islamabad.  Un input di grande rilevanza che potrebbe contribuire alla stabilità regionale, promuovendo, al tempo stesso, lo sviluppo economico e la cooperazione in settori chiave come l’energia e la sicurezza. Le attuali dinamiche geopolitiche offrono all’Europa l’opportunità di ridefinire le proprie alleanze e strategie commerciali in Asia. Oltre ai tradizionali partner come Cina e India, il Pakistan si presenta come un attore emergente con cui l’Unione Europea può instaurare relazioni proficue. Rafforzare questi legami non solo può contribuire allo sviluppo economico regionale, ma consentirebbe all’Europa di diversificare le proprie partnership globali, riducendo la dipendenza da mercati tradizionali e aprendosi a nuove prospettive, commerciali e culturali in un contesto geopolitico tutto da ricostruire.

(*) Imprenditore italo-pakistano ed esponente della comunità pakistana in Italia (nella foto al centro)

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