La guerra di Putin

Mar Nero: con i droni marini ucraini la Russia non la spunta (ancora)

di Giuliano Longo

Dopo quasi tre anni di stasi, le forze russe starebbero organizzandosi  per contenere la minaccia rappresentata dai droni marittimi ucraini, in particolare quelli sottomarini.

Questi sistemi senza pilota hanno ripetutamente inferto duri colpi ai russi in Crimea e nel Mar Nero, mantenendo costantemente la sua flotta sulla difensiva. Gli attacchi dei droni marittimi ucraini hanno affondato o danneggiato numerose imbarcazioni, costringendo la Russia a ritirare gran parte della sua flotta dalle acque della Crimea.

Di seguito riportiamo gli attacchi più significativi e i successi ucraini.  Nella guerra navale senza pilota.

29 ottobre 2022. L’Ucraina ha lanciato un attacco coordinato utilizzando imbarcazioni di superficie senza pilota (USV) contro navi da guerra russe attraccate a Sebastopoli, tra cui l’ammiraglia della flotta del Mar Nero, l’Ammiraglio Makarov affondata. L’assalto segna il primo impiego importante di droni marittimi nel conflitto e ha sottolineato la loro capacità di colpire in profondità in acque fortemente difese.

17 luglio 2023. Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha schierato i missili SeaBaby imbottiti di esplosivo per colpire il ponte di Kerch. L’attacco ha danneggiato sia la sezione stradale che quella ferroviaria, bloccando temporaneamente il traffico e interrompendo un’importante via di rifornimento russa verso la Crimea.

$ agosto 2023. Un USV gestito dall’SBU ha colpito la nave da sbarco Olenegorskiy Gornyak nella baia di Novorossijsk, causando una grave falla nello scafo. Secondo quanto riferito, l’attacco ha ucciso un membro dell’equipaggio e ne ha feriti altri cinque, dimostrando la capacità dell’Ucraina di estendere il suo raggio d’azione anche alle strutture navali della Russia continentale.

31 gennaio e primo febbraio 2024. Le forze speciali ucraine del Gruppo 13 hanno utilizzato i Magura V5 USV per colpire direttamente la corvetta missilistica russa Ivanovets al largo di Alupka, in Crimea. L’esplosione che ne è derivata ha affondato la nave, segnando una delle più significative vittorie navali dell’Ucraina in guerr

14 febbraio 2024. In un attacco coordinato, cinque USV Magura V5 hanno attaccato la nave d’assalto anfibia russa Tsezar Kunikov a circa 4 chilometri da Alupka. L’attacco ha causato danni critici al lato sinistro, affondando infine la nave, che a quanto pare trasportava armi e munizioni.

4 giugno 2025 Un drone marittimo ucraino danneggia i piloni a Kerch aggirando i sistemi di sicurezza. La deflagrazione di almeno mille e cento chili di esplosivo rivendicata dall’Sbu, si è verificata ad una distanza non sufficiente a comprometterne la stabilità. Il Cremlino sospetta l’aiuto dei servizi inglesi.

A giugno la reazione russa si intensifica sul’Isola dei Serpenti, nota anche come isola Zmiinyi, si trova nel Mar Nero, a circa 35 chilometri dalla costa dell’Oblast’ di Odessa, in Ucraina, vicino al delta del Danubio.

L’isola è diventata un polo strategico per i droni marini ucraini nel Mar Nero. Svolge un ruolo chiave nella sorveglianza e nel monitoraggio del traffico marittimo diretto a Odessa.

L’Isola dei Serpenti funge anche da posto di controllo avanzato per la Direzione Centrale dell’Intelligence (GUR) del Ministero della Difesa ucraino. Viene inoltre utilizzata per supportare le operazioni dei droni marini ucraini che prendono di mira le navi militari russe e le infrastrutture costiere in Crimea.

Il 6 e 7 giugno, un’unità Spetsnaz della marina russa “Espanola”, utilizzando un drone Ajax V-300, ha effettuato una ricognizione aerea dell’isola per identificare obiettivi e trasmettere dati di puntamento.

Successivamente, i bombardieri russi Tu-22M3 hanno colpito l’isola con quattro missili da crociera supersonici Kh-22, prendendo di mira i radar e le difese missilistiche ucraine, nonché le infrastrutture di controllo e comunicazione.

L’attacco mirava a contrastare il predominio ucraino sul Mar Nero e a garantire le rotte di navigazione russe. In risposta, aerei da guerra della NATO si sono alzati in volo  evidenziando l’importanza dell’obiettivo.

Il 9 giugno, le Forze Aerospaziali Russe hanno colpito la piattaforma di trivellazione Tavrida, controllata dall’Ucraina, nel Mar Nero, a est dell’Isola dei Serpenti. L’attacco è stato effettuato con un missile da crociera supersonico Kh-22 o Kh-32, lanciato da un bombardiere strategico Tu-22M3 Backfire-C.

Le riprese video, catturate da un drone di sorveglianza russo, hanno mostrato il missile colpire la base della piattaforma, provocando una grande esplosione.

Secondo fonti russe, l’attacco mirava a impedire l’uso da parte dell’Ucraina di infrastrutture offshore essenziali per le operazioni con droni navali e la sorveglianza marittima mirate alla Crimea.

Oltre agli attacchi contro i principali hub logistici ucraini, la Russia ha potenziato l’uso di munizioni vaganti per le operazioni anti-droni navali, migliorando sia la ricognizione che l’efficacia degli attacchi. Le forze russe hanno anche perfezionato le loro tattiche di ingaggio per intercettare al meglio i droni ucraini in rapido movimento prima che raggiungano i loro obiettivi.

I recenti miglioramenti tecnologici hanno esteso il raggio d’azione dei droni kamikaze russi a 50 chilometri. Questi sono stati abbinati ai droni da ricognizione Zala, consentendo il rilevamento e l’intervento coordinati delle minacce marittime.

Per rafforzare l’allerta precoce e il tracciamento, in Crimea è stato schierato un numero maggiore di droni Orion MALE, consentendo una sorveglianza più efficace su vasta area e l’identificazione delle minacce a lungo raggio.

Diversi video circolati di recente sui social media mostrano le forze russe che intercettano e distruggono i droni marittimi ucraini durante i loro attacchi.

Il 9 giugno 2025, la Russia avrebbe utilizzato una nuova munizione vagante denominata “Klin” per distruggere un vettore di droni FPV ucraino operante vicino a piattaforme offshore nel Mar Nero.

Si dice che il Klin sia dotato di testate di puntamento autonome e di esplosioni aeree che disperdono frammenti preformati, ottimizzati per colpire bersagli piccoli e in rapido movimento, come i droni marini.

Le capacità di precisione del Klin sono state ampiamente dimostrate nel suo attacco riuscito contro una nave ucraina gestita dal GUR, suggerendo un nuovo livello di efficacia nelle tattiche anti-droni russe.

Nella notte del 10 giugno, un altro drone marittimo ucraino sarebbe stato distrutto a ovest di Tarkhankut, a dimostrazione della crescente intensità ed efficacia della difesa a più livelli della Russia contro le minacce marittime senza pilota.

La diffusione di filmati che mostrano attacchi di precisione russi contro droni marittimi ucraini e infrastrutture correlate è stata ampiamente diffusa dagli account sui social media filo-russi, ma l’’Ucraina rimane all’avanguardianell’uso dei droni marittimi come strumento asimmetrico per sfidare la superiorità navale russa e continua a innovare rapidamente.

Mentre le forze russe sembrano compiere progressi nel contrastare i droni marini di superficie, sta emergendo una nuova e più complessa minaccia: quella dei droni sottomarini. Questi sistemi subacquei senza pilota rappresentano una formidabile sfida tecnologica, con un rilevamento e un’intercettazione molto più complessi rispetto alle loro controparti di superficie.

In questo teatro di guerra di droni in continua evoluzione, il dominio sottomarino potrebbe presto diventare il prossimo fronte decisivo nella battaglia per il controllo del Mar Nero.

Nella foto un drone marino ucraino

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