Washington sta evacuando parte del personale e i familiari dalla Ambasciata di Bagdad e da diverse basi militari nel Golfo a causa delle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza nell’area. Lo hanno riferito alla Agenzia americana Axios funzionari della casa Bianca e del Pentagono.
Queste misure insolite dipenderebbero dall’esito incerto delle trattive USA-Iran sul nucleare e fanno riferimento alle minacce di Teheran di lanciare missili sulle basi americane se venissero attaccati i suoi impianti nucleari.
Anche l’aviazione israeliana è in stato d’allarme per evitare una possibile escalation iraniana.
Le evacuazioni sono state dichiarate tre giorni dopo che Trump ha tenuto una riunione ai massimi livelli a Camp David sulla situazione iraniana. “Potrebbe essere un posto pericoloso, vedremo cosa succederà” ha detto ieri mercoledì ai giornalisti al Kennedy Center di Washington.
Alla domanda su cosa avrebbe potuto ridurre la tensione il Presidente ha risposto “l’Iran non può avere l’arma nucleare, non lo permetteremo”.
Sempre nella giornata di mercoledì la divisione per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito ha diramato un allerta al personale marittimo sulle “crescenti tensioni” in Medio Oriente “che potrebbero portare a una escalation delle attività militari” quindi “si consiglia alle imbarcazioni di transitare con cautela nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nello stretto di Hormuz e di segnalare incidenti o attività sospette”.
Diverse ore dopo l’ambasciata statunitense di Bagdad ha dato il via alle prime procedure per l’evacuazione, per ora, del personale non essenziale.
Prima delle sessioni di incontri fra delegazioni ad alto livello fra americani e iraniani, Trump aveva fissato la scadenza di due mesi che sta scadendo proprio questa settimana, ma da tempo aveva avvertito che in assenza di un accordo Israele avrebbe colpito gli impianti nucleari iraniani.
Mercoledì la missione iraniana all’ONU aveva affermato che la diplomazia è “l’unica via da seguire” e che “le minacce di usare la forza una forza schiacciante non cambieranno i fatti: l’Iran non sta cercando di dotarsi di un’arma nucleare, mentre il militarismo USA non fa che alimentare l’instabilità”.
Nel frattempo la Casa Bianca riferisce che l’inviato del presidente Steve Wikoff domenica prossima incontrerà a Muscat nell’Oman il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per discutere la recente proposta statunitense. Ma è molto improbabile che nella capitale omanita si svolga la prevista sesta sessione dei colloqui.
Oggi il consiglio dei governatoti dell’AIEA (agenzia atomica internazionale) dovrebbe votare una risoluzione che condanna l’Iran per il mancato rispetto degli obblighi nucleari mentre l’Iran ha minacciato di adottare misure di rappresagli intensificando il suo programma nucleare.
Witkoff in un discorso tenuto ieri a New York ha rivelato di aver parlato con Netanyahu delle tensioni in Medio Oriente aggiungendo che “ un iran nucleare rappresenta una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti. Dobbiamo unirci con risolutezza affinchè l’Iran non diventi nucleare a prescindere dal costo per impedirlo”.
Poco dopo un funzionario del Dipartimento di Stato ha riferito che sulla base dell’ultima analisi sulla sicurezza era stata presa la decisione di “ridurre l’impatto della nostra missione in Iraq”.
La vice portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha dichiarato alla agenzia Axios che l’evacuazione da Bagdad del personale dell’ambasciata è il risultato di una recente revisione sulla sicurezza condotta da Dipartimento di Stato, in merito al personale statunitense all’estero.
Contemporaneamente il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha autorizzato la “partenza volontaria” delle famiglie dei militari da diverse basi americane in Medio Oriente affermando che “ la sicurezza dei nostri militari e delle loro famiglie resta la nostra massima priorità e il Comando Centrale (CENTCOM) sta monitorando l’aumento della tensione in Medio Oriente”.
Un altro funzionario della Casa Bianca ha chiarito che il Presidente “è a conoscenza” di queste misure, ma non ha fornito ulteriori chiarimenti.
GiElle
aggiornamento la crisi mediorientale ore 11.33
