di Wladymiro Wysocki (*)
L’Inail, nella giornata di lunedì 6 Agosto, ha pubblicato i nuovi dati registrati nei primi sei mesi del 2025 relativi alle denunce di infortunio e malattie professionali.
Dall’analisi dei dati pubblicati si rilevano 204.364 denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti.
Sul mese di giugno si rileva una lieve diminuzione degli infortuni per i settori di Agricoltura (-2,9%), nella gestione Industria e servizi (-0,5%), nel settore Conto Stato (-0,2%).
Per i settori che hanno registrato maggiori incidenti comunque si registrano lievi decrementi sempre valutati in occasione di lavoro, come il Manifatturiero (-5,5%), i Servizi di supporto alle imprese (-5,1%), il Trasporto e magazzinaggio (-4,0%) e le Attività dei servizi di ristorazione (-0,2%).
Mentre gli incrementi sono nel settore della Sanità e assistenza sociale (+1,1%), il Commercio (+0,3%) e le Costruzioni (+0,1%).
Dall’analisi territoriale notiamo che ci sono delle diminuzioni nel Nord-Ovet (-3,3%), al Sud (-0,8%) e nelle Isole (-0,7%), aumentano i casi di infortunio al Centro (+2,1%) e nel Nord-Est (+0,2%).
Le regioni più virtuose in contrazione dei casi sono la Campania (-4,2%), la Lombardia (-3,4%), l’Umbria (-3,0%) e la Toscana (-2,9%), mentre gli accrescimenti si registrano nel Lazio (+11,7%), la provincia autonoma di Bolzano (+8,6%), l’Abruzzo (+2,5%), il Molise (+1,9%), il Veneto e la Valle d’Aosta (+0,8%).
Entro il mese di giugno, ma ancora con dati provvisori, l’inail ha registrato 357 casi in occasione di lavoro per gli infortuni con esito mortale compreso il comparto degli studenti.
Si notano cali degli incidenti mortali nel settore Industria da 308 a 303, Conto Stato da 7 a 3, aumenti nel settore Agricoltura da 43 a 51.
Per l’analisi territoriale emergono decrementi nelle regioni del Centro (da 72 a 60), invariati nel Nord-Ovest (95 denunce) mentre aumenti nelle regioni del Sud (da78 a 87), seguite alle regioni del Nord-Est (da 77 a 78) e Isole (da 36 a 37).
Andando nel dettaglio delle singole regioni, vediamo aumenti nel Veneto (+20), Piemonte (+6), Basilicata e Puglia (+5 entrambe) e Umbria (+4), mentre delle riduzioni sono nelle regioni del Lazio (-20), Emilia Romagna (-16), Lombardia (-7) e provincia autonoma di Trento (-4).
Per i lavoratori italiani si sottolinea un aumento di casi, da 277 a 282, e riduzione invece per i lavoratori stranieri, da 81 a 75.
Per età i dati riportano per la fascia 25-34 da 23 a 27 casi, la fascia 45-49 da 38 a 47 e la fascia 55-59 da 78 a 87.
Le riduzioni di eventi per fascia di età tra i 20 e 24 anni con un passaggio da 12 a 7 casi, i 35-44 da 47 a 39 e i 65-69 da 31 a 20.
Una leggera diminuzione per i casi di infortunio in itinere, ovvero il tragitto casa-lavoro, con 45.185 casi una inflessione del -0,03% rispetto allo scorso anno del medesimo periodo.
Un dato allarmante che non cessa a diminuire sono i casi di incidenti nel modo studentesco, infatti fino al mese di giugno di questo anno si sono registrati 49.581 casi con un aumento del 2,2% rispetto allo scorso anno medesimo periodo.
Di questi ben 1.152 hanno interessato studenti coinvolti nel percorso di studio PCTO, ovvero i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento.
Stessa sorte per le malattie professionali, ormai da sempre in aumento e mai in contrazione.
Nei primi sei mesi sono state 50.986 casi ovvero un aumento del +12,0% rispetto lo scorso anno.
Così come le prime malattie professionali restano invariate, ovvero, le patologie del sistema oste-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso e dell’orecchio.
Da quanto letto il comunicato Inail non ci lascia facili rassicurazioni, anche se da un lato si registrano dei pallidi e lievi decrementi dall’altra abbiamo una costante e preoccupante impennata dei decessi e incidenti in fase di itinere e delle malattie professionali.
Questo evidenzia che resta l’emergenza e la preoccupazione di dovere fare un salto di qualità deciso nella prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, che ancora stenta ad arrivare.
E mentre Inail comunica i dati nella stessa giornata perdono la vita, probabilmente per intossicazione da gas, tre operai nella frazione di Veternigo di Santa Maria di Sala (Venezia) mentre pulivano una fossa biologica, le due vittime sono una di 21 anni (Ziad Saad Abdou Mustafa) e un lavoratore di 39 anni, Abdelwahab Hamad Sayed.
Oltre a loro nel Mantovano, perde la vita Mario Malzani, di 50 anni presso l’azienda agricola di Canneto sull’Oglio.
Dalle prime ricostruzioni e dalle indagini in corso, sembra che l’uomo sia rimasto intrappolato negli ingranaggi di un’insilatrice e nel tentativo di sbloccare il macchinario questo si è improvvisamente azionato risucchiando l’uomo.
Dalle analisi dei dati Inail, dagli ultimi incidenti come di ogni incidente quotidiano, non possiamo evidenziare un fallimento collettivo della percezione del rischio spesso dovuta a una formazione superficiale, se non addirittura mancante.
Ancora troppo spesso la sicurezza sul lavoro, la formazione e tutto il mondo della prevenzione viene vista e vissuta come un obbligo burocratico e non come un valore condiviso e partecipativo di tutti.
Dobbiamo diffondere una cultura della sicurezza che sempre più deve partire dai banchi di scuola fino al mondo del lavoro, e per coloro che già hanno una vita lavorativa alle spalle il concetto del “fare in sicurezza” deve essere un mantra.
Ogni morto sul lavoro non è quasi mai una tragica fatalità, ma sempre causa di una negligenza, una sottovalutazione del rischio e una omissione.
La cultura della sicurezza è un investimento umano, civile e professionale e deve essere al centro dell’importanza aziendale del rispetto e tutela dell’individuo.
Se mai si è veramente determinati a un cambiamento a ogni incidente saremo spettatori di una dinamica che si poteva evitare e una vita che si poteva salvare.
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
