Un “piano di decarbonizzazione” che si svolgerà in 4 anni, ovvero “nel più breve tempo possibile, con mantenimento della continuità produttiva, così da consentire all’Italia di diventare il primo paese europeo a produrre solo acciaio”: è il piano per l’ex Ilva presentato dal governo ai sindacati e reso noto dalla Fiom. Un piano che prevede, tra i punti salienti, la cassa integrazione aumentata a 5.700 persone, che poi arriveranno a 6.000, ed i negoziati con un nuovo potenziale acquirente estero che sta attualmente facendo una prima ricognizione.
Dunque cassa integrazione per 6.000 lavoratori da gennaio 2026. Questo il tema che emerge dal tavolo in corso tra sindacati e governo sull’ex Ilva, a quanto si apprende. Oggi sono circa 4.500 i lavoratori in cig.
“Noi stiamo chiedendo al Governo di intervenire direttamente nella gestione dell’ex Ilva per dare un futuro al settore siderurgico, e cosa stanno facendo? La manovra sulla voce investimenti pubblici dice zero, non ce ne sono, quindi da questo punto di vista siamo in presenza di un rischio molto concreto di regressione e di crisi industriale senza alcun intervento di politica industriale di questo Governo. Questo è quello che noi stiamo denunciando: non solo stiamo preoccupati, noi stiamo rivendicando che così portano il Paese a sbattere e fanno saltare il sistema industriale del nostro Paese”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, lasciando il Nazareno al termine dell’incontro con la segretaria del Pd, Elly Schlein.
GOVERNO: “RAMMARICO PER NO SINDACATI A PROSEGUIRE CONFRONTO”
Il Governo esprime rammarico per il fatto che la proposta di proseguire il confronto sull’ex Ilva, anche relativamente agli aspetti tecnici emersi nel corso della discussione, non sia stata accettata dalle organizzazioni sindacali. L’Esecutivo conferma in ogni caso la disponibilità a proseguire l’approfondimento di tutti gli aspetti e anche dei rilievi più controversi, sollevati dalle stesse organizzazioni sindacali alle proposte avanzate dal Governo per la gestione operativa dell’azienda in questa fase transizione.
