Donald Trump torna alla carica per salvare Benjamin Netanyahu. In una lettera al presidente israeliano Isaac Herzog, il presidente americano ha chiesto formalmente la grazia per il premier, imputato in tre distinti casi di corruzione. Trump scrive a Herzog in quello che definisce “un momento storico”, rivendicando di aver “ottenuto la pace che cercavamo da almeno 3.000 anni” e chiedendo di “perdonare pienamente Benjamin Netanyahu, un Primo Ministro formidabile e decisivo in tempo di guerra”. Poi l’affondo: il processo sarebbe “un’azione penale politica e ingiustificata”. Netanyahu, imputato dal 2020, nega ogni illecito. È accusato, insieme alla moglie Sara, di aver accettato regali di lusso – sigari, gioielli, champagne per un valore di oltre 260 mila dollari – in cambio di favori politici, e di aver tentato di ottenere copertura mediatica favorevole da due testate israeliane.
Herzog, che ha effettivamente il potere di concedere la grazia, ha già respinto richieste simili e anche stavolta ha risposto a Trump con diplomatica fermezza: “Chiunque chieda la grazia presidenziale deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite”.
