Economia e Lavoro

A Capodanno 6 mln di italiani in viaggio, boom di stranieri e 4,6 mln nei ristoranti per il Cenone. Le stime di Confcommercio e Confesercenti

Capodanno sono previsti circa 6 milioni di viaggiatori. L’80% resterà in Italia e, tra questi, il 20% sceglierà di rimanere nella propria regione. Il viaggio risulta pianificato nei dettagli e la metà degli italiani ha deciso di prolungare la vacanza, prevedendo almeno 3–4 pernottamenti. Un milione e 300 mila italiani, in sostanza un viaggiatore su 5, ha scelto una destinazione estera, con Francia, Spagna e Germania e Regno Unito in testa alle preferenze europee. Come per le vacanze di Natale, le località di montagna, le città d’arte e le località balneari sono le mete più ambite. Trentino Alto Adige, Toscana e Campania sono le regioni più gettonate per il Capodanno 2025 italiano. Spesa media stimata 410 euro a persona. Questa la stima della Confcommercio. Quanto alle vacanze da registrare anche lo studio di Confesercenti.  Per le festività natalizie e di fine anno 2025/2026 il turismo in Italia si conferma su un sentiero di crescita, sostenuto soprattutto dalla domanda internazionale: le presenze complessive sono stimate in aumento del +1,3%, per un totale di circa 17,6 milioni. Il contributo più dinamico arriva dagli stranieri, attesi a +3,1% (8,1 milioni di presenze), con una quota di mercato che sale al 46% del totale. Gli italiani restano la componente maggioritaria del periodo, con 9,5 milioni di presenze previste e un andamento di sostanziale stabilità. Secondo il monitoraggio realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti su un campione di 1.162 imprenditori della ricettività, il periodo potrebbe beneficiare anche delle partenze a ridosso delle festività: la domanda “last minute” potrebbe infatti rafforzare ulteriormente il quadro. Tra le destinazioni, le città e i centri d’arte si confermano principali attrattori, anche grazie a un calendario ricco di eventi e manifestazioni culturali, con un incremento atteso del +2,7%. Segnali positivi anche per la montagna, prevista in crescita del +2,3%. In leggero aumento o stabilità le altre tipologie: località marine (+0,3%), rurali e di collina (+0,7%), laghi (+0,6%), termale (+0,7%). Sul fronte dell’offerta, la variazione stimata premia in particolare l’extralberghiero (+2,2%), mentre per il comparto alberghiero la crescita attesa è del +1%. A livello territoriale, andamenti differenziati ma complessivamente positivi: Centro (+2%), Nord Ovest (+1,8%), Nord Est (+1%), Sud e Isole (+0,4%). “Il turismo si conferma dinamico anche in questa fase dell’anno, con una spinta evidente nelle città d’arte e nelle destinazioni tipiche del periodo invernale”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “È un segnale importante: la destagionalizzazione prosegue e va consolidata, trasformando la domanda di questi mesi in un’opportunità strutturale per imprese e territori, ma soprattutto nel Mezzogiorno occorre accelerare su questo percorso. In questa direzione, certo, non aiutano i prezzi dei collegamenti Nord-Sud, che continuano a rappresentare un freno alla mobilità interna e alla piena valorizzazione delle destinazioni del Sud nel periodo delle feste invernali”.Va detto poi che saranno 4,6 milioni i clienti degli oltre 76mila ristoranti aperti nella notte di San Silvestro, con un incremento dell’8,5% rispetto al 2024 dovuto principalmente al maggior numero di esercizi aperti (57,2% contro il 52,9% dello scorso anno). La spesa totale sarà di 439 milioni di euro, in crescita del 9,7% sul 2024. È quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio Studi di Fipe Confcommercio, che parla anche di una spesa media di 94 euro per il solo cenone e di 120 euro per la formula cenone+veglione, disponibile nel 21,7% dei ristoranti. Per il tradizionale brindisi di mezzanotte, i clienti dei ristoranti faranno saltare circa 1,3 milioni di tappi, con una netta preferenza per le bollicine italiane (73,6% dei locali, mentre il 23,4% degli esercizi offrirà in alternativa le bollicine francesi. Solo nel 3,1% dei ristoranti si brinderà esclusivamente con champagne). “L’aumento della clientela nei ristoranti per la notte di San Silvestro va interpretato alla luce dei profondi cambiamenti che attraversano la società. Pur in un quadro economico ancora complesso, le famiglie approfittano delle festività per liberarsi dagli impegni quotidiani e, dunque, anche dall’incombenza di organizzare un appuntamento conviviale come quello del cenone dell’ultimo dell’anno, scegliendo la soluzione del ristorante. D’altra parte abbiamo un’offerta fortemente diversificata e per questo accessibile alle diverse capacità di spesa della clientela. Con questa prospettiva positiva, si chiude un anno non particolarmente brillante per il settore, con il calo delle presenze e la sostanziale tenuta del valore nominale dei consumi, valorizzato, però, dal riconoscimento per la Cucina Italiana del titolo di Patrimonio dell’Umanità sotto l’egida dell’Unesco”, è il commento di Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio.

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