Politica

Ucraina, approvato il dl proroga per gli aiuti militari a Kiev. L’ok del Consiglio dei ministri

 

Il Consiglio dei ministri, ha approvato il decreto legge ‘Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance’.

Ecco la nota diffuda dal Governo sul provvedimento adottato.  Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e del Ministro della difesa Guido Crosetto, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.  Il testo proroga, fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina. Inoltre, prevede il rinnovo a richiesta dell’interessato, fino al 4 marzo 2027, dei permessi di soggiorno per protezione speciale in possesso di cittadini ucraini già presenti sul territorio nazionale in data antecedente al 24 febbraio 2022, ferma restando la proroga della protezione temporanea concessa, fino alla medesima data, ai loro connazionali sfollati dall’Ucraina secondo quanto previsto dalla decisione di esecuzione (UE) 2025/1460. Infine, introduce per gli editori obblighi assicurativi e in merito alla formazione sulla sicurezza per i giornalisti inviati in zone di guerra, con un contributo statale sperimentale per il 2026 di 600.000 euro, con un massimo di 60.000 euro per editore.

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