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Greenpeace: “Il nucleare in Francia è un problema anche per l’Italia”

La Francia ha deciso di prolungare di dieci anni l’operatività di 32 vecchi reattori nucleari, la metà dei quali dista meno di 200 chilometri dai nostri confini. Su sollecitazione di Greenpeace, lo scorso 14 gennaio l’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ha inviato una nota alle autorità francesi per chiedere una “consultazione transfrontaliera”.

Il direttore esecutivo di Greenpeace ItaliaGiuseppe Onufrio ha segnalato che “queste vecchie centrali nucleari sono pericolose già adesso e nessun miracolo riuscirà mai a portarle agli standard di sicurezza oggi richiesti. – continua – Che i cittadini italiani siano parte interessata, ai sensi della Convenzione di Espoo, è ovvio. In particolare, i cittadini di Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia saranno esposti con questa decisione a rischi notevoli nei prossimi dieci anni”.

La Convenzione di Espoo adottata nel 1991 richiede ai governi di garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti, evidentemente coinvolti, di partecipare ad una procedura di consultazione sulle attività proposte. Si chiama “consultazione transfrontaliera” e prevede, su questioni rilevanti come questa, un’accurata Valutazione di Impatto Ambientale, che però il governo francese non ha avviato.

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