L’Agenzia delle Entrate compie 25 anni e celebra l’anniversario con un recupero record per il fisco: nelle casse dello Stato sono stati riportati 36,2 miliardi, un dato in crescita dell’8,4% rispetto all’anno prima. Si tratta del risultato più alto di sempre, rivendicato dalla premier Giorgia Meloni. La lotta all’evasione fiscale ha generato incassi per 29 miliardi (+10,3%), 7,2 miliardi il recupero di somme per conto di altri enti. Il bilancio illustrato dal direttore Vincenzo Carbone alla Camera, in un evento con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo. Nel dettaglio, 15,9 miliardi sono stati versati spontaneamente dai contribuenti dopo la notifica di atti fiscali, mentre 6,9 miliardi derivano da cartelle esattoriali e 3,3 miliardi da attività di promozione della compliance. In calo invece gli incassi legati alle misure straordinarie, come la rottamazione delle cartelle e la definizione delle liti pendenti: nel 2025 si sono fermati a 2,9 miliardi (-17,1%). Anche sul fronte della rottamazione quater gli incassi, attraverso Agenzia delle Entrate riscossione, ha segnato una flessione, con 4,5 miliardi recuperati rispetto ai 5,4 miliardi dell’anno precedente.
Meloni in un videomessaggio ha parlato di “dato record” sottolineando come nel triennio 2023-2025 siano stati recuperati oltre 100 miliardi di euro. Risorse, ha evidenziato, fondamentali per “tenere i conti in ordine e finanziare interventi a favore di famiglie e imprese”. Tra i risultati rivendicati anche la stretta sulle partite Iva “apri e chiudi”: nel 2025 ne sono state cessate d’ufficio oltre 12mila, più del doppio rispetto al 2024, e il blocco di crediti fiscali fittizi per oltre 5,6 miliardi. Per Giorgetti, “siamo passati dalla sola repressione ex post a un’azione più mirata e preventiva”, evidenziando il ruolo centrale dell’amministrazione finanziaria nel consolidamento dei conti pubblici e nel rafforzamento della fiducia degli operatori economici. Il titolare del Tesoro ha rivendicato l’aumento delle entrate fiscale degli ultimi anni: “Spesso questo fenomeno viene associato a un aumento dei livelli impositivi sui lavoratori. Un’associazione che non è corretta”. Non è legato – dice il ministro – a un aumento della pressione fiscale sui lavoratori ma a una maggiore occupazione, alla crescita dei salari e al miglioramento degli strumenti di controllo e prevenzione. Accanto al recupero dell’evasione cresce il gettito spontaneo, che ha superato i 595 miliardi (+2,8%), mentre i rimborsi fiscali hanno raggiunto i 26,3 miliardi. Piace lo strumento delle precompilate, le dichiarazioni inviate direttamente dai cittadini: nel 2025 sono state 5,8 milioni (il 7,4% in più sul 2024). Da tutto questi dati positivi arrivano anche richieste più che giustificate dei sindacati.
“Si è tenuta nella giornata presso la Camera dei Deputati, la presentazione dei risultati conseguiti dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. I dati illustrati evidenziano risultati straordinari sul fronte del recupero dell’evasione fiscale, con un totale complessivo pari a 36,2 miliardi di euro. Di questi, ben 16,8 miliardi derivano dall’attività svolta dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Al 31 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con un organico complessivo di 7.045 unità, ha raggiunto livelli di incasso eccezionali, confermando un trend di crescita costante e risultati record anno dopo anno, oltre a svolgere un ruolo fondamentale come efficace deterrente contro l’evasione”. Lo afferma in una nota i sindacati Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca e Unisin, che alla luce di questi risultati, ritengono “non più solo ‘necessaria’ ma ‘imprescindibile’ la definizione del rinnovo; per tale motivo chiedono di ripristinare l’iniziale dotazione di finanziamento dell’Ente, negli anni progressivamente ridotta in modo inversamente proporzionale ai risultati ottenuti”. “Il rinnovo contrattuale – affermano i sindacati – rappresenta oggi un atto dovuto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che, con impegno quotidiano e alta professionalità, hanno sempre saputo rispondere alle sfide poste, contribuendo in modo determinante al raggiungimento di risultati sempre più rilevanti per il Paese”. “In questa prospettiva, il rinnovo non assume soltanto un valore di riconoscimento, ma rappresenta anche una leva strategica per consolidare e sostenere nel tempo i livelli di efficacia ed efficienza raggiunti, anche in previsione delle sfide future e a fronte di un organico che si è progressivamente ridotto e di carichi di lavoro che restano elevati”, concludono.
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