Cronaca

Matera: favoreggiamento immigrazione irregolare, 11 ai domiciliari

Un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata eseguita dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Matera nei confronti di 11 indagati, ritenuti autori di un sistema illecito finalizzato a favorire l’ingresso in Italia di cittadini extracomunitari mediante l’utilizzo fraudolento delle procedure previste per l’assunzione di lavoratori stranieri. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Matera e confluite nel provvedimento emesso dal gip del Tribunale materano, il meccanismo si sarebbe basato su una rete di soggetti, alcuni dei quali si sarebbero occupati di reperire cittadini stranieri interessati ad entrare nel territorio nazionale mentre altri avrebbero raccolto i relativi nominativi e passaporti e altri ancora avrebbero curato la predisposizione delle pratiche e della documentazione da allegare alle istanze. Infine ulteriori indagati avrebbero messo a disposizione imprese reali ma ignare o compiacenti, inattive o costituite appositamente, da utilizzare come apparenti datori di lavoro.
Sarebbero state predisposte e inoltrate numerose domande di nulla osta al lavoro fondate su rapporti di lavoro solo fittizi, su esigenze occupazionali in realtà inesistenti e su presupposti economici, logistici e organizzativi falsamente rappresentati. Le indagini avrebbero infatti evidenziato, in diversi casi, l’utilizzo di documentazione ritenuta non veritiera, di dichiarazioni prive di sottoscrizione o con firme ritenute apocrife, di attestazioni recanti dati reputati inverosimili, nonché l’indicazione, in più pratiche, di recapiti telefonici, indirizzi di posta elettronica e riferimenti riconducibili agli stessi soggetti coinvolti nella gestione delle domande. Dalla ricostruzione contenuta nell’ordinanza emerge che alcune aziende sarebbero state del tutto estranee alla vicenda e avrebbero visto il proprio nome utilizzato all’insaputa dei titolari; in altri casi sarebbero state impiegate imprese prive di effettiva operatività o comunque non in grado di sostenere reali assunzioni. Proprio la serialità delle istanze, la ripetitività delle modalità operative, l’utilizzo ricorrente di medesimi recapiti e la presenza di documenti ritenuti artefatti costituiscono secondo gli investigatori gli elementi sintomatici di un sistema strutturato, volto a procurare indebitamente titoli di ingresso nel territorio dello Stato. Il fine sarebbe stato duplice: da un lato consentire a cittadini extracomunitari di ottenere illegittimamente il visto e il successivo ingresso in Italia, dall’altro ricavare un profitto economico dalla gestione delle singole pratiche, attraverso il pagamento di somme di denaro da parte degli interessati. I reati contestati riguardano condotte di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare realizzate attraverso la predisposizione e la presentazione di pratiche fittizie, la simulazione di rapporti di lavoro inesistenti, l’utilizzo di documentazione ritenuta falsa o comunque non genuina e la rappresentazione di condizioni economiche e organizzative reputate non corrispondenti al vero, il tutto nell’ambito di un’azione svolta da più soggetti e orientata al conseguimento di un ingiusto profitto.

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