Cronaca

Padova s’inchina a Giulia I funerali nella Basilica di Santa Giustina, alle esequie previste oltre 10mila persone

Si terranno martedì mattina a Padova i funerali di Giulia Cecchettin, la 22enne uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta. La cerimonia funebre  nella Basilica di Santa Giustina. Per l’ultimo saluto a Giulia, sono attese circa 10mila persone che potranno seguire la cerimonia attraverso i maxi schermi presenti nella piazza di fronte la chiesa. Un secondo momento di preghiera dedicato a Giulia, è previsto poi a Saonara, dove la ragazza sarà sepolta accanto alla mamma. Gino Cecchettin, subito dopo il ritrovamento del corpo senza vita della figlia, aveva chiesto di non usare parole d’odio verso nessuno, un invito che è pronto a ripetere nel giorno dei funerali della 22enne la cui morte si è trasformata da lutto privato in dolore condiviso.

attraverso una nota, il presidente Luca Zaia, ha firmato l’ordinanza di lutto regionale per il 6 dicembre. “Martedì, per le esequie di Giulia, chiedo all’intero Veneto un segnale corale, forte e chiaro, contro la violenza di genere. Una giornata che diventi indelebile, che segni il passo perché fatti come questo possano non ripetersi più. Lo dobbiamo a Giulia, nel cui ricordo – e nel ricordo di tutte le donne uccise senza un perché – continueremo a lavorare stretti gli uni agli altri nel combattere la violenza di genere”, scrive. “Esprimo nuovamente, anche avvicinandosi ai funerali, la mia vicinanza alla famiglia di Giulia e a tutti coloro che le vogliono bene. La vicenda di questa ragazza ha segnato nel profondo l’intera comunità; poteva essere nostra figlia, sorella, nipote, amica. È una triste pagina che ha portato il Veneto e l’Italia a identificarsi con questo dramma. Serve un segnale forte, anche dal punto di vista simbolico: invito tutte le istituzioni a porre le bandiere a mezz’asta e i cittadini a indossare fiocchi rossi, e ad esporli sulle porte elle finestre delle proprie case. Chiedo anche alle attività economiche di osservare, durante le esequie, un momento di pausa nelle attività. L’auspicio è che da questa tragedia nasca un movimento che con voce alta, corale, forte, esprima ogni giorno al mondo un messaggio contro la violenza sulle donne”. Va detto poi di Filippo Turetta, il reo confesso del delitto che nella giornata di domenica ha incontrato per la prima volta dopo l’omicidio ed il successivo arresto, i suoi genitori. Si tratta del primo faccia a faccia di papà Nicola e mamma Elisabetta da quell’11 novembre in cui lo studente universitario ha impugnato il coltello e ha ucciso la 22enne di Vigonovo. Un delitto che Turetta ha confessato nell’interrogatorio al pm di Venezia Andrea Cecchettin avvenuto solo due giorni fa dietro le sbarre della casa circondariale di Verona. L’incontro in una stanza protetta durato circa un’ora. Turetta aveva chiesto subito, varcando la porta d’ingresso del carcere di Verona, di incontrare mamma Elisabetta e papà Nicola. Lontano dalle decine di giornalisti e telecamere che giorni fa presidiavano a lungo il carcere. Va detto, infine dei risultati emersi sul coro di Giulia dall’autopsia. La ragazza è morta in pochi minuti per la serie di coltellate che Turetta le ha inferto. Nessun colpo ha reciso le principali arterie, ma quegli affondi – insieme al trauma dovuto all’aver sbattuto la testa contro l’asfalto – hanno portato al decesso per dissanguamento. L’autopsia ha restituito la mappa dettagliata dei fendenti ma anche delle abrasioni di quando Giulia è stata buttata in una scarpata vicino al lago di Barcis, lontana più di 100 chilometri dalla zona industriale di Fossò dove è morta, intorno alle 22.40, sabato 11 novembre scorso. Il decesso colloca la competenza territoriale a Venezia, procura che contesta all’arrestato l’omicidio volontario aggravato, il sequestro di persona e l’occultamento di cadavere.

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