di Giuliano Longo
Quanto sta costando all’Occidente e in particolare all’Europa la guerra in Ucraina?
Ovviamente non sono noti dati ufficiali dei singoli Governi ,ma sono disponibili stime attendibili di istituti iportanti, come quelle del Kiel Institute for the World Economy – centro di ricerca di economia e think tank con sede a in Germania, uno dei più importanti think tank europei e mondiali in economia internazionale.
Aggregando tali dati con quelli di altre fonti aggiornate comprensivi dei 90 miliardi per il 2026-27 appena stanziati dall’Unione Europea, risulta che dal febbraio dal del 2022 nelle casse di Kiev soono entrati – o stanno per entrare 197 miliardi di dollati dei quali il 65% in contributi a a fondo perduto o donazioni per 128 mld di dollari (aiuti umanitari, rifugiati, bilancio, assistenza tecnica ecc.) e 69 miliardi in prestitia lunga scadenza a tasso agevolato ( assistenza finaziaria e supporto al bilancio ucraino).
Dal punto di vista strettamente militare maggiore donatore UE la Germania con 20 mld in aiuti militari già consegnati e 32 mld in impegni futuri.
Il nuovo nuovo pacchetto UE 2026-2027, appena approvato, comprende 60 miliardi di dollari pe l’industria della Difesa ucraina e la sua capacità industriale, 30 miliardi per l’ assistenza macro-finanziaria e il bilancio di Kiev che dovrebbero coprire il suo fabbisogno sino alla fine del2027.
Veniamo ora all’impegno degli Stati Uniti,
L’impegno sancito a dicembre dal Congresso americano è 188 miliardi di dollari, dei quali 127 di supporto diretto all’Ucraina, il resto per operazioni militari USA, supporto regionale ricostituzione stock armamenti di Kiev.
Inparticolare 70-80 mld in armi, addestramento, acquisto sistemi o rimpiazzo delle scorte, mentre solo 3 miliardi sono destinati a spese umanitarie.
E’ evidente che gran parte della spesa americana “per l’Ucraina” è finita nell’industria della difesa USA per produrre o rimpiazzare armi, mentre l’Europa ha superato gli USA in aiuti diretti bilaterali totali dal 2022.
E l’Italia? Non ci sono dati ufficiali aggiornati a maggio 2026, ma il suo impegno può essere ricostruito dai comunicati del Governo e dal Kiel Institute fino a fine 2025:
In iuti militari l’ Italia ha approvato 11 pacchetti fino a dicembre 2025 per unvalore di 1,3 miliardi di euro che includono sistemi di difesa aerea SAMP/T e NASAMS, artiglieria FH70, blindati M113, munizioni, e addestramento personale ucraino. I dettagli sui singoli pacchetti restano top secret per motivi di sicurezza.
Si refistrano anche aiuti finanziari, umanitari e macro-financial per 200 milioni di euro tra 2022-2024, ma attenzione perchè I’Italia contribuisce pro-quota al bilancio UE. Con 12-13% allo stanziamento UE dei 90 miliardi anche se non è esborso diretto immediato.
Ma non finisce qui perchè l’Italia partecipa anche al meccanismo G7 di prestiti garantiti da asset russi congelati con una quota stimata in 1,5-2 miliardi di euro su 50 mld totali stanziati dal G7.
In conclusione,sino ad oggi fra fondi erogati e stanziati, il Kiel institute calcola approssimativamente un investimento di 200- 300 miliardi di dollari dall’inizio del conflitto da parte dell’Occidente – USA UE – che curiosamente equivale all’intero PIL annuo di un Paese come l’Ungheria che non è poi tanto piccolo.
C’è poi il problema della ricostruzione dell’Ucraina che secondo le stime della Banca Mondiale ammonterebbe 524 miliardi di dollari. Più o meno quanto il PIL annuale degli Emirati Arabi Uniti, ma questa, se mai, sarà un’altra storia.
(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale
