“La stima dell’economia sommersa è di oltre 200 miliardi. Più che di economia sommersa, parliamo di inosservata. Bisogna distinguere il sommerso di chi non paga le imposte dovute, è evasore totale, e di chi è evasore totale ma perché la sua ricchezza e il reddito promanano da attività illegali. Sono aspetti diversi dello stesso fenomeno. Il mix ideale in questo momento è quello di unire la prevenzione con la repressione, riuscendo a individuare anche e soprattutto nuove forme di illegalità ricorrendo alle tecnologie, con grande condivisione con altri attori istituzionali”. Lo ha detto Andrea De Gennaro, comandante generale della Guardia di finanza, intervenendo a ‘Economia sommersa, l’altra faccia dell’Italia’ nell’ambito del Festival dell’economia di Trento in corso fino a domenica.
Ogni anno il riciclaggio vale tra i 25 e i 35 mld
“La Banca d’Italia ha stimato che tra il 2018 e il 2022 il riciclaggio sia annualmente quantificabile tra i 25 e i 35 miliardi, pari all’1,5-2 per cento del Pil. Siamo abituati a credere che il riciclaggio sia opera del narcotraffico, ma i reati sono ben più ampi, dall’evasione alla corruzione, alle frodi”.
Tra star del web sacca completa di evasione totale
“Si è creata una difficoltà nella reale individuazione della tipologia di reddito prodotto dai creatori digitali. Alla difficoltà di definizione si affianca una sacca completa di evasione totale. Si tratta di una professione nuova quella della star del web, effettuata anche da tante persone che star non sono, magari lo vorrebbero diventare, e anche di categorie di azionisti che tendevano a nascondersi dall’essere individuabili dall’erario”.
In aumento chirurghi abusivi evasori totali
“Il caso dei chirurghi abusivi completamente sconosciuti al fisco sta crescendo a dismisura, con tutte le implicazioni di rischio che rappresenta anche per la salute.
È un fenomeno invadente e pericoloso. Oltre al dato di evasione fiscale, c’è un altro grande importante riflesso, che è la concorrenza sleale nei confronti dei professionisti che esercitano la loro attività, e un tema di salute dei pazienti”.
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