Esteri

Bolivia: proteste a La Paz contro governo, blocchi stradali e scontri

La Bolivia del presidente Rodrigo Paz è alle prese con una grave crisi politica e sociale, segnata da proteste diffuse e blocchi stradali che da due settimane paralizzano gran parte del Paese e mettono sotto pressione la capitale La Paz.

Le manifestazioni, promosse dalla Centrale dei Lavoratori Boliviani (COB), dai sindacati contadini, dai minatori e dai sostenitori dell’ex presidente Evo Morales, hanno causato carenze di carburante, cibo e ossigeno negli ospedali. Il governo riferisce che almeno tre persone sono morte dopo che mezzi di emergenza non sono riusciti a raggiungere strutture sanitarie a causa dei blocchi. Lunedì i manifestanti si sono scontrati con la polizia nel centro di La Paz chiedendo le dimissioni del presidente Rodrigo Paz, insediatosi meno di sei mesi fa. Il governo accusa “forze destabilizzatrici” legate a Morales di alimentare le proteste, mentre il presidente ha avvertito che “chiunque cerchi di distruggere la democrazia finirà in prigione”.

Il Presidente Paz: “Ereditato uno Stato in bancarotta”

Paz ribadisce di aver ereditato uno “stato in bancarotta”, eppure i suoi avversari lo rimproverano per la sua risposta lenta alla peggiore crisi degli ultimi 40 anni, caratterizzata da carenza di carburante e da un tasso di inflazione che l’anno scorso si è aggirato intorno al 20%. Secondo organizzazioni imprenditoriali, i blocchi stanno causando perdite superiori a 50 milioni di dollari al giorno e hanno lasciato migliaia di veicoli bloccati sulle principali arterie del Paese.

La crisi si inserisce in un contesto di forte instabilità economica, con inflazione elevata, carenze di carburante e tensioni interne al fragile governo di Paz, che non dispone di una maggioranza parlamentare solida. Paz ha ottenuto una sorprendente vittoria elettorale, ma il Partito Democratico Cristiano, veicolo della sua ascesa al potere, si è rapidamente frammentato all’interno del parlamento. Anche diversi Paesi latinoamericani e gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per la situazione e sostegno all’ordine democratico in Bolivia.

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