Cronaca

Famiglia bosco: periti Trevallion chiedono nullità relazione Ctu Tribunale

Una istanza radicale di nullità per la consulenza tecnica d’ufficio è stata formalizzata dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, consulenti tecnici di parte della famiglia Trevallion Birmingham, conosciuta come ‘famiglia del bosco’. LaPresse ha visionato in esclusiva il documento di oltre 300 pagine, depositato l’altro ieri presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, dal nuovo avvocato della coppia anglo-australiana al quale il Tribunale dei minori dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale. Una contro- perizia di 300 pagine nella quale i periti di parte articolano 15 gravi criticità metodologiche e di contenuto che inficerebbero l’intero operato del consulente del Tribunale minorile, la dottoressa Simona Ceccoli, Ctu (consulente tecnico d’ufficio) incaricata di svolgere la perizia psicodiagnostica sui genitori e sui minori.
Il primo blocco di contestazioni investe direttamente i requisiti di speciale competenza previsti dalla normativa vigente in materia di minori. Secondo quanto riferito nella memoria, il ctu avrebbe eluso le richieste di specificare le proprie competenze cliniche nell’età evolutiva, ammettendo di svolgere compiti amministrativi e non di psichiatra presso la struttura di appartenenza e, di fatto, astenendosi dal compiere esami clinici diretti, ascolti tecnici o osservazioni della relazione tra genitori e figli. I consulenti di parte denunciano un ‘vulnus insanabile’ determinato dal totale ‘delegamento’ dell’attività valutativa sui 3 minori all’ausiliaria del ctu. Quest’ultima, iscritta all’albo professionale da soli 3 anni, non avrebbe posseduto, secondo la difesa, la necessaria formazione quinquennale specifica per operare con soggetti in età evolutiva. L’intero impianto iniziale dell’ufficio risulterebbe inoltre inficiato da un manifesto pregiudizio della dottoressa Simona Ceccoli, la quale avrebbe confermato l’ausiliaria nonostante quest’ultima avesse pubblicato sulla piattaforma social network Facebook giudizi denigratori, svalutativi e connotati da aperta ostilità verso la coppia genitoriale prima dello svolgimento dei test.
Periti denunciano traumi su figli coppia
“Gravissimi errori metodologici e omissioni nell’esame dei minori” sono stati sviscerati nella seconda parte della memoria depositata, dai consulenti tecnici della famiglia Trevallion. Un documento di cui LaPresse ha potuto prendere visione. Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di parte dei genitori di Palmoli, che puntano al ricongiungimento con i 3 figli minori, denunciano che i bambini non sono stati ascoltati né osservati in modo formale e che non è stata minimamente garantita la serenità del minore, richiesta dal codice di procedura civile. La consulente d’ufficio avrebbe effettuato un unico incontro, definito ufficioso, presso la casa-famiglia 17 aprile, espungendolo poi dalla relazione finale e omettendo di verbalizzare le reazioni dei piccoli. Durante quell’accesso, la figlia maggiore era scoppiata in lacrime davanti ai periti, formulando la dichiarazione spontanea ‘voglio tornare a casa’, mentre il fratello mostrava una forte agitazione psicomotoria e la sorella si rifugiava in un silenzio assoluto. I periti di parte sottolineano come la ctu abbia totalmente ignorato gli effetti traumatici e disorganizzanti dello sradicamento forzato dal nucleo naturale e del successivo allontanamento improvviso della madre dalla comunità. Viene contestata la mancata adozione di un approccio informato sul trauma e l’assenza di riferimenti alle teorie dell’attaccamento e alla psicotraumatologia dello sviluppo, elementi che configurano una lacuna strutturale incompatibile con la tutela dell’infanzia.
Contestata la validità scientifica test usati da ctu
La scelta, la somministrazione e l’analisi degli strumenti psicodiagnostici adoperati nella perizia del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sono al centro del terzo nucleo di contestazioni sollevate dai consulenti della famiglia Trevallion Birmingham, conosciuta come famiglia del bosco, a cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale lo scorso novembre. LaPresse rivela alcuni passaggi dell’atto depositato l’altro ieri, in cui i periti di parte, Tonino Cantelmi e Martina Aiello, hanno evidenziato come l’ausiliaria della dottoressa Simona Ceccoli abbia selezionato la batteria dei test non in base alle necessità cliniche, bensì ‘sulla scorta della propria dichiarata incompetenza linguistica’, prediligendo test grafici e proiettivi per ridurre al minimo lo scambio verbale con gli esaminati, hanno spiegato i consulenti della coppia anglo-austriaca. Viene denunciata la violazione delle linee guida metodologiche poiché l’ausiliaria ha sottoposto la madre al test da ben 567 quesiti nella stessa drammatica giornata in cui veniva eseguito il suo allontanamento coatto dalla struttura, in un setting del tutto alterato. Inoltre, i consulenti di parte contestano l’arbitrarietà della testista che, basandosi su dati isolati raccolti mentre la bambina minore si trovava in uno stato di profondo malessere, ha stimato un livello di sviluppo neuropsichico inferiore ai 6 anni, compiendo uno ‘sconfinamento professionale neuroevolutivo che richiede invece valutazioni multidisciplinari integrate pubbliche’.
Denunciata la violazione del contraddittorio e omissioni
La totale violazione del contraddittorio e la mancata ponderazione delle fonti scientifiche e documentali, chiudono la disamina critica mossa dai consulenti tecnici della famiglia Trevallion Birmingham contro l’operato della ctu del Tribunale dei minori dell’Aquila, Simona Ceccoli, la consulente tecnico d’ufficio incaricata di svolgere la perizia psicodiagnostica sui genitori e sui minori. LaPresse ha preso visione, della memoria di oltre 300 pagine, depositata l’altro ieri dal nuovo legale della coppia anglo- austriaca, l’avvocato Simone Pillon, in cui i professori Tonino Cantelmi e Martina Aiello, consulenti di parte, hanno denunciato la sistematica chiusura della consulente d’ufficio davanti alle proposte di indagine dei periti di parte, ridotti al ruolo di testimoni passivi e privati di un reale spazio di interlocuzione scientifica. I genitori puntano al ricongiungimento con i figli minori. Allontanati dal casolare di Palmoli (Chieti), novembre scorso, e accolti in una casa-famiglia prima in compagnia della madre e poi allontanata su provvedimento del Tribunale dei minori che aveva già sospeso la responsabilità genitoriale della coppia. Per i professionisti, la consulente tecnica d’ufficio del Tribunale minorile avrebbe eluso il confronto tecnico, riqualificando le contestazioni dei difensori come comportamenti oppositivi o aggressivi. Nella memoria è rilevato un utilizzo ‘arbitrario’ delle fonti: l’ufficio avrebbe ignorato l’unica valutazione completa e multidisciplinare eseguita in ambito pubblico dagli specialisti della neuropsichiatria infantile della Asl Vasto, in provincia di Chieti, che certificava l’adeguato funzionamento cognitivo dei bambini, preferendo basarsi sulle relazioni descrittive e non specialistiche degli assistenti sociali e degli operatori della casa-famiglia. Infine, i periti contestano al ctu di aver formulato una prognosi statica e parziale, ignorando gli sviluppi sopravvenuti e documentati nell’autodichiarazione depositata presso il Comune di Palmoli (Chieti), dove i genitori hanno attestato la disponibilità di un alloggio idoneo e l’adesione a un progetto didattico e psicoeducativo comunale volto a sanare ogni criticità.
Red

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