“Per coloro che desiderano ricevere indicazioni su cosa faremo l’11 giugno, mi dispiace dire che non avrete molte indicazioni da parte mia, perché continueremo a seguire un approccio basato sui dati e riunione per riunione al fine di determinare l’orientamento di politica monetaria più appropriato per raggiungere il nostro obiettivo del 2% a medio termine”.
Lo dice la presidente della Bce Christine Lagarde alla stampa al termine dell’Eurogruppo a Cipro. “Alla fine di aprile – ricorda -, abbiamo deciso di mantenere invariati i 3 principali tassi di interesse della Bce. Ci impegniamo a definire la politica monetaria in modo da garantire che l’inflazione si stabilizzi al nostro obiettivo del 2% nel medio termine”. “Abbiamo inoltre discusso – riferisce Lagarde – della risposta fiscale allo shock dei prezzi dell’energia, e ho sottolineato che le misure fiscali dovrebbero essere temporanee, mirate e su misura, e che qualsiasi deviazione da questi tre principi sarebbe dannosa e porterebbe a un diverso orientamento della politica monetaria”.
Dombrovskis, Giorgetti ha portato tema flessibilità, valutiamo opzioni
“Il ministro Giorgetti ha sollevato” il tema della flessibilità alla riunione dell’Eurogruppo, “anche nel contesto di una lettera che abbiamo ricevuto in Commissione europea dalla premier Meloni. Stiamo attualmente valutando le opzioni, comprese quelle di politica fiscale, per affrontare al meglio la crisi, incluso l’utilizzo delle flessibilità esistenti all’interno del nostro quadro fiscale”.
Lo dice il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis in conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo a Cipro. “Ma – aggiunge – dobbiamo anche tenere presente, nella progettazione di questa risposta specifica, i principi che abbiamo appena illustrato, ovvero che le misure devono essere temporanee e mirate e devono anche preservare la sostenibilità fiscale”. “Abbiamo già avuto – precisa Dombrovskis – diverse discussioni sulla risposta politica sia in seno all’Eurogruppo che all’Ecofin. Direi che l’Italia è il Paese che, per così dire, ha chiesto con maggiore coerenza una maggiore flessibilità. Anche altri Paesi hanno sollevato la questione in contesti diversi, ma in generale sembra esserci un accordo sulla necessità di una risposta di politica fiscale mirata, senza ricorrere a stimoli fiscali generalizzati, senza sostenere o aumentare la domanda di combustibili fossili e, quindi, tenendo conto anche dello spazio di manovra fiscale limitato di cui disponiamo”.
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