“I rischi per l’economia sono molto importanti e per i rimedi la lista è lunga. Ora il problema è la priorità. Adesso leggiamo solo dichiarazioni. Speriamo che comunque si riesca a trovare una soluzione a Hormuz perché per noi ovviamente il capitolo energia è uno dei capitoli prioritari ma non da oggi. E’ un nodo per il nostro Paese. Come Confindustria restiamo convinti che ci serva un mercato unico europeo dell’energia. Fino a quando questo non ci sarà è ovvio che sarà molto difficile per l’Italia riuscire a raggiungere gli standard di alcuni Paesi che stanno andando molto meglio”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell’intervento di chiusura della 21esima edizione del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia in collaborazione con Comune e Università.
Energia: appello alle Regioni, serve coordinamento nazionale
“Faccio un grande appello a tutte le Regioni, perché il tema delle concessioni è in capo alle Regioni, alle Province e ai Comuni. Riuscire ad avere un coordinamento nazionale sull’energia sarà fondamentale. Capisco anche i piccoli comuni che fanno veramente fatica a mettere un impianto eolico o fotovoltaico. Se il nucleare non lo vogliamo, se il fotovoltaico non lo vogliamo, se l’eolico non lo vogliamo alla fine diventa un grande problema per i cittadini, ma soprattutto per le imprese. Dove c’è impresa c’è welfare e c’è tenuta della società. Serve un atto di coscienza, un atto di responsabilità e serve mettere a terra gli impianti che ci sono”.
Dire no al nucleare significa rimanere fanalino di coda dell’Europa
“Intanto ripartiamo dal fatto che facciamo ricerca: credo che dire no alla ricerca vuol dire no alla ricerca nella medicina, alla ricerca nell’industria del futuro, no alla ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale. Se vogliamo sempre dire no a quel punto rimarremo al fanalino di coda dell’Europa. È importante dire anche il fatto che servirà ovviamente la sperimentazione nucleare. Bene che il governo abbia cominciato e speriamo che anche in Parlamento tutti i partiti siano uniti perché la sperimentazione vuol dire, futuro, ricerca e sviluppo”.
Orsini, anche con rinnovabili sarà imprescindibile
“Dobbiamo dire che non potrà mancare il gas. Anche se noi facessimo tutto rinnovabile, il cuscinetto gas è quello che serve nel momento in cui viene a mancare il fotovoltaico, l’eolico, quindi è imprescindibile”.
Decreto bollette: Orsini, 72 richieste da Commissione europea è pazzia
“Ci sono settantadue richieste dalla Commissione europea sul nostro decreto bollette. Io credo che sia una pazzia. Pensare che ci sono settantadue domande su un nostro decreto sul poter migliorare il costo dell’energia, credo che questo sia un grande problema”.
Se non attiriamo investimenti il lavoro è a rischio
“L’Italia deve sapere attrarre gli investimenti e mantenere le proprie produzioni, ne abbiamo bisogno. L’anno scorso in Europa 250mila persone hanno perso il posto di lavoro, tra posti diretti o indiretti si arriva a un milione di persone. Quando si perdono un milione di posti perché si delocalizza e viene meno l’industria nell’Europa io credo che sia un grande problema. Una delle cause? Siamo inondati da prezzi e da prodotti cinesi che comunque sono insostenibili perché sono sostenuti dallo Stato cinese. E anche su questo dobbiamo fare dei ragionamenti”.
Piano casa: vada avanti ma a prezzi accessibili e dove c’è impresa
“Il Piano casa sta andando avanti. Non mi interessa la forma, l’importante è che si muova. Non mi interessa se i fondi arrivano dall’estero o sono interni. L’importante è che vengano costruite case a prezzi accessibili. Bisogna costruire case in città dove c’è un manifatturiero forte e c’è una produzione, bisogna che ci sia una rete vicino a dove c’è esigenza, non solo grandi città come Milano e Roma, ma anche città come Modena e Treviso per esempio”.
Con sindacati molti punti condivisi su cui lavorare
“All’inizio del mio mandato erano sette anni che non ci si incontrava con i sindacati. La cosa più faticosa è stata mettere insieme i tre sindacati. Ho portato cento punti e ho detto: almeno due-cinque punti su cui possiamo lavorare li troviamo. La verità è che ne abbiamo trovati molti di più di cinque, tanti. Questo vuol dire mettere al centro il benessere generale. Abbiamo visto Landini la settimana scorsa andare a Bruxelles e ripetere, e fa piacere, gli stessi problemi che stiamo portando noi in Europa, come il tema dell’energia, e il tema del capire come possa essere il sostegno alle imprese con una politica industriale europea, è quello noi stiamo dicendo più o meno da due anni”.
L’Ue si unisca per sostenere le imprese, non vogliamo delocalizzare
“Credo che l’Europa oggi debba fare un esercizio molto importante: è quello di unirsi per potere fare delle politiche economiche vere a sostegno dell’industria industria e dell’impresa. Il tema vero è quello che ci sta accadendo intorno: Ucraina, dazi, Stretto di Hormuz, i costi dell’energia stanno salendo e ancora oggi vediamo delle dichiarazioni di un tipo, stasera di un altro. È ovvio che speriamo nella risoluzione dei conflitti: il costo dell’energia per le nostre imprese è un problema che diventa un problema sia per mantenere le imprese del nostro Paese, ma diventa anche un problema perché noi non vogliamo delocalizzare le nostre industrie e deindustrializzare il nostro continente”.
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