Economia e Lavoro

Ue: 16 Paesi, garantire risorse per Coesione, Pac e Pcp

“Il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 è lo strumento strategico per raggiungere i nostri obiettivi comuni e l’ambiziosa visione sul futuro dell’Ue. Un’Europa più competitiva, prospera, forte e sicura richiede finanziamenti adeguati alla nostra ambizione politica, adattati alla nuova realtà geopolitica.

Il prossimo QFP deve continuare a garantire risorse sufficienti per le politiche derivanti dagli obblighi dei Trattati, come la Politica di Coesione, la Politica Agricola Comune (PAC) e la Politica Comune della Pesca (PCP), che svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la convergenza, la crescita economica e la sicurezza alimentare.

Allo stesso tempo, il prossimo QFP dovrebbe sostenere il rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Ue e continuare a rafforzare la competitività europea, la transizione climatica e digitale, la sicurezza e la difesa, la produttività e l’innovazione, oltre a garantire una solida base per un mercato unico pienamente integrato”. E’ quanto si legge in una dichiarazione sul Quadro Finanziario Pluriennale a cui aderiscono 16 Stati Membri ‘Amici della Coesione’, inclusa l’Italia, che sarà menzionata domani dai ministri degli Affari Europei e/o Capi Delegazione dei Paesi aderenti nel corso del dibattito (in seduta pubblica) sul QFP che si terrà al Consiglio Affari Generali. “Deve inoltre rispondere a nuove sfide come i rischi per la sicurezza, le perturbazioni del commercio globale, la transizione e la sicurezza energetica, la migrazione, riflettendo la situazione geopolitica.

Pertanto, il volume del QFP proposto dalla Commissione costituisce la base per discutere come affrontare efficacemente le esigenze finanziarie dell’Unione”, si legge. “Nella proposta della Commissione, la Politica di Coesione, la PAC e la PCP sono le uniche politiche che subiscono riduzioni in termini reali, nonostante l’aumento complessivo delle dimensioni del nuovo QFP. Queste politiche contribuiscono in modo significativo agli obiettivi chiave dell’UE e i loro obiettivi fondati sui Trattati restano pienamente pertinenti. La Politica di Coesione e la PAC sono inoltre le politiche UE più visibili per i cittadini europei”, prosegue la dichiarazione. “In questo contesto, chiediamo un aumento delle allocazioni agli Stati membri nell’ambito della Rubrica 1 per le politiche basate sui Trattati.

La programmazione di tali allocazioni, in particolare all’inizio del periodo di programmazione e in occasione della revisione intermedia, dovrebbe restare interamente responsabilità degli Stati membri. Il meccanismo di indirizzo proposto non deve incidere sulle prerogative degli Stati membri in materia di programmazione. Sebbene gli strumenti a gestione concorrente possano basarsi sul quadro di riferimento proposto, le raccomandazioni non dovrebbero tradursi automaticamente in obblighi, poiché ciò sarebbe contrario al principio della gestione concorrente e all’approccio territoriale (‘place-based’)”.

“Per garantire un utilizzo efficace dei fondi Ue in gestione concorrente, sono essenziali condizioni di attuazione realistiche e favorevoli, in grado di sostenere investimenti a lungo termine e un’elevata qualità della spesa. Ciò richiede il mantenimento della regola N+3 per il disimpegno automatico, profili equilibrati di impegni e pagamenti, nonché adeguati tassi di prefinanziamento e cofinanziamento UE per le misure della PAC e della PCP, per la Politica di Coesione – inclusi gli investimenti del Fondo di Coesione – e per i fondi per gli Affari Interni”, si legge ancora.

Allo stesso tempo, viene sottolineato, “la Politica di Coesione non dovrebbe trasformarsi in uno strumento sistematico di gestione delle crisi, sostituendo altri strumenti Ue destinati a tale scopo: la riserva del 10% proposta per le crisi dovrebbe essere ridotta; la riprogrammazione delle misure in corso nel Piano dovrebbe rimanere un’opzione volontaria per lo Stato membro, garantendo nel contempo l’accesso alla riserva per le crisi e allo strumento Ue (‘Eu Facility’). Inoltre, la Politica di Coesione dovrebbe disporre di finanziamenti adeguati e garantiti per tutte le categorie di regioni”. “Sosteniamo”, prosegue la dichiarazione, “l’attenzione della Rubrica 2 sulla competitività. Per quanto riguarda il Fondo europeo per la competitività (European Competitiveness Fund – ECF), riconosciamo la centralità del principio di eccellenza e la necessità di valorizzarlo pienamente in tutta l’UE. È pertanto necessario garantire un accesso efficace e inclusivo per rafforzare la competitività complessiva in tutta l’Unione. Per aumentare la partecipazione e promuovere il rafforzamento delle capacità in tutta l’UE, dovrebbero essere introdotte misure specifiche per migliorare l’accesso degli enti meno esperti ai bandi competitivi, con particolare attenzione alle PMI, che costituiscono la spina dorsale dell’economia europea. Inoltre, condizioni di attuazione più favorevoli, come un tasso di cofinanziamento UE dell’85% per gli Stati membri con un RNL pro capite inferiore alla media UE27, dovrebbero essere garantite anche per il Meccanismo per collegare l’Europa (Connecting Europe Facility), considerato il suo contributo al rafforzamento del Mercato Unico e della resilienza dell’Ue”. Gli Amici della Coesione si dichiarano “aperti a discutere proposte relative a nuove risorse proprie che possano effettivamente alleggerire la pressione sui bilanci degli Stati membri.

Tali discussioni devono essere collegate ai negoziati complessivi sul QFP. Qualsiasi nuova risorsa propria deve essere autentica, equa, semplice e non regressiva. L’abolizione dei rebates (sconti correttivi) collegati alla risorsa propria basata sul RNL è imprescindibile: non esiste alcuna giustificazione politica o economica per reintrodurli sul lato delle entrate del bilancio Ue. Non si devono trascurare il valore aggiunto del Mercato Unico e dell’Ue nel suo complesso, né gli effetti di ricaduta del bilancio europeo. Un piano di rimborso più graduale per Next Generation Eu e nuovi prestiti comuni a sostegno dei finanziamenti (come ‘Catalyst Europe’) dovrebbero essere considerati come opzioni per finanziare investimenti e beni pubblici europei essenziali per l’autonomia strategica a lungo termine, garantendo che il QFP possa affrontare efficacemente le sfide e le priorità in evoluzione dell’Unione”.

Gli Amici della Coesione si dichiarano “pronti a contribuire in modo costruttivo al raggiungimento di un compromesso equilibrato a beneficio dell’intera Unione europea. Il nostro obiettivo comune è ottenere un bilancio che sia al tempo stesso moderno e capace di rispondere alle diverse esigenze degli Stati membri e delle regioni”, si legge in conclusione.

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