Cronaca

Garlasco, storia infinita di polemiche e nuove rivelazioni

 

 

 

Quella di Garlasco è ormai una storia infinita che ogni giorno porta nuove notizie e con queste nuove polemiche. Quseta volta è il caso di due noti avvocati trascinati nei gorghi mediatici e che portano al dibattito nuove verità e nuove accuse.

 

Garlasco, De Rensis: “Clima di insulti, alla fine vincerà verità su Stasi”

 

 

“Nessun’azione giudiziaria potrà rallentare me e la collega Bocellari nel provare a ristabilire quella che riteniamo la verità: Alberto Stasi è innocente. Soprattutto dopo aver letto gli atti di Pavia”. Lo dice in una intervista a Repubblica l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi. Le carte della nuova inchiesta “allontanano sempre di più Alberto dalle responsabilità stabilite dalle sentenze. Un lavoro imponente, più profondo e complesso di quanto potessi immaginare”. “Mi sconcerta leggere e sentire un indagato che fa supposizioni di corruzioni su Napoleone e Civardi. E ancor di più certi vostri colleghi che danno ai carabinieri dei poveri imbecilli. Credo che sia più che legittimo dubitare su certi media – afferma – Fin da quando ho affiancato Giada Bocellari immaginavo che si sarebbe finiti a questo punto”. In merito alla querela sporta nei sui confronti da Stefania Cappa, cugina della vittima, De Rensis spiega: “Tengo riservato quello che penso. Certo, quando ha reso pubblica la denuncia, mi sono difeso in tv da Milo Infante: credo di averne il diritto”.

 

Garlasco: Lovati, non patteggio, nel 2017 macchinazione contro Sempio

Massimo Lovati è tornato a definire una “macchinazione” l’inchiesta contro Andrea Sempio del 2017. “Parte dell’indagine del 2017 è stata riversata nel processo di oggi, quindi c’è una certa continuità, potrebbero essere interdipendenti”, ha detto l’ex difensore del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, entrando questa mattina in Tribunale a Milano per l’udienza pre-dibattimentale del processo che lo vede imputato di diffamazione per aver offeso “la reputazione e l’onore” degli avvocati dello Studio Giarda il 13 marzo 2025, quando ha definito l’indagine condotta nel 2017 su Sempio come “il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda”. Oggi non accadrà “nulla”, ha spiegato Lovati, accompagnato dall’avvocato Fabrizio Gallo, suo legale, e annunciando che non chiederà riti alternativi. “Io non patteggio, non chiedo la messa alla prova”, ha detto Lovati, sostenendo che “più avanti” potrebbe fare delle nuove dichiarazioni che riguardano la “macchinazione del 2017, quello per cui sono qua”.

L’ex difensore di Andrea Sempio è finito indagato e poi imputato dal pm di Milano Fabio de Pasquale per la frase pronunciata fuori dalla Caserma Montebello di via Monti del Comando Legione carabinieri Lombardia, in cui il suo assistito si era recato oltre un anno fa per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco. Nell’imputazione per diffamazione, nata dalla querela dei colleghi Enrico e Fabio Giarda, figli dello storico difensore di Alberto Stasi, il professor Angelo Giarda, al 73enne di Vigevano sono contestate anche le affermazioni rese davanti alle telecamere di TG1, TG2, TG3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia TV, Fanpage, Antenna 3 e trasmissioni come Quarto Grado, Le lene, Mattino Cinque, in cui ha detto che l”istruttoria del 2017″ su Sempio “è stata frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi”, che avrebbero “clandestinamente prelevato il Dna al mio assistito” nel 2016.

Red

 

Related posts

Mafia, blitz della Guardia di Finanza tra Sicilia e Lombardia

Redazione Ore 12

Arrestato in Argentina il brigatista rosso, Bertulazzi. Era latitante dal 1980. Deve scontare 27 anni di carcere

Redazione Ore 12

Sfruttamento dei lavoratori agricoli a Ferrara: un “caporale” arrestato dai Carabinieri

Redazione Ore 12