Politica

Matteotti: in Aula Camera affissa targa su suo scranno, Fontana ‘suo ricordo resta vivo’

Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana in occasione della commemorazione e apposizione di una targa sullo scranno che fu di Giacomo Matteotti in ricordo del discorso che pronunciò il 30 maggio 1924 . Camera dei Deputati, Roma Mercoledì 27 Maggio 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)
Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana in occasione della commemorazione e apposizione di una targa sullo scranno che fu di Giacomo Matteotti in ricordo del discorso che pronunciò il 30 maggio 1924 . Camera dei Deputati, Roma Mercoledì 27 Maggio 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

“Sono trascorsi 102 anni dall’omicidio dell’onorevole Giacomo Matteotti. Sembra un tempo lontano, ma il suo ricordo resta vivo. La Camera dei Deputati rende un ulteriore e dovuto omaggio alla sua memoria, in ricordo del suo celebre discorso pronunciato in quest’aula il 30 maggio 1924, che gli costò la vita. Lo fa con una targa affissa ora sul suo scranno, anche in attuazione dell’ordine del giorno presentato dal collega Dori in occasione dell’approvazione del bilancio interno della Camera, e accolto all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza”.

Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aprendo in Aula la commemorazione della figura di Giacomo Matteotti, con il disvelamento di una targa sul suo scranno. “Quelle parole – ricorda Fontana – risuonano ancora oggi come un accorato appello in difesa della libertà contro qualsiasi deriva autoritaria. Ma Matteotti quel giorno non denunciò solo i brogli e i soprusi dell’elezione di aprile del 1924, fece molto di più. Smascherò a viso aperto il clima di intimidazioni, aggressioni e prevaricazioni condotte dal fascismo per soffocare ogni voce dissenziente”.

Al termine dell’intervento di Fontana l’Aula ha osservato un minuto di silenzio e poi riservato un applauso al momento del disvelamento della targa su cui è scritto: ‘Da questo banco il deputato socialista.  Giacomo Matteotti pronunciò lo storico discorso del 30 maggio 1924, in difesa del libero Parlamento e contro le intimidazioni e le violenze fasciste, che gli sarebbe costato la vita’.

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