Economia e Lavoro

Natuzzi: sindacati, tutelare Made in Italy e stop a delocalizzazioni

“La crisi di Natuzzi non va scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori del Gruppo. Ci vuole una regia istituzionale forte in grado davvero di tutelare il Made in Italy e di fermare le delocalizzazioni”.

Lo hanno ribadito le segreterie nazionali dei sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs, al termine dell’incontro al Mimit, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del ministro Adolfo Urso e della sottosegretaria Fausta Bergamotto.

“Condividiamo l’invito del ministero a tutte le parti – dichiarano i sindacati – sulla necessità di costruire una soluzione condivisa, capace di superare l’attuale situazione di anomalia nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e di restituire alla vertenza una vera prospettiva industriale.

“Prendiamo atto dell’interlocuzione in corso tra l’azienda e Invitalia, che abbiamo auspicato da tempo nel confronto con le istituzioni e con l’impresa. L’azienda, da parte sua, ha illustrato una serie di iniziative articolate per fasi che, tuttavia, presentano elementi fortemente critici e peggiorativi rispetto alle ipotesi già precedentemente prospettate, tra cui la chiusura di tre stabilimenti. In particolare, destano forte preoccupazione le proposte relative alla sospensione dell’orario di lavoro, all’utilizzo degli impianti e alla fermata temporanea, oggi indicata in 12 mesi, degli stabilimenti di Santeramo PS e Graviscella, con il conseguente spostamento di volumi produttivi all’estero”, aggiungono le forze sindacali.  “È una impostazione che respingiamo con forza, perché non si può affrontare la crisi scaricando le conseguenze sulle lavoratrici e sui lavoratori e sul perimetro industriale italiano. Per questo motivo continuiamo a chiedere una regia istituzionale forte, direttamente gestita dal Ministero e dalle Regioni coinvolte, affinché vengano sospese le iniziative aziendali annunciate fino allo svolgimento di un confronto vero con le rappresentanze sindacali dei lavoratori”, proseguono i sindacati. “Noi – aggiungono le sigle sindacali – continueremo a rivendicare scelte fondate sulla tutela dell’occupazione, sulla salvaguardia degli stabilimenti italiani e sulla difesa del futuro industriale del gruppo Natuzzi e dell’intero distretto del mobile imbottito. Quello odierno è stato il primo incontro dopo l’accordo del 19 maggio scorso. Giovedì 4 giugno, presso la sede della Regione Puglia, saranno affrontati i temi relativi al calendario delle sospensioni e agli eventuali incentivi all’esodo. Tale incontro dovrà collocarsi in continuità con l’intesa sottoscritta presso il Ministero del Lavoro e non potrà rappresentare un arretramento rispetto agli impegni assunti”.  “Il prossimo incontro convocato dal Mimit, invece, è stato fissato per giovedì 11 giugno. In quella sede – concludono i sindacati – l’azienda dovrà presentare in modo compiuto il nuovo piano industriale, oggi soltanto accennato”.

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