Il 1° giugno 2025 la Marina francese ha abbordato in pieno Atlantico la petroliera Tagor battente bandiera mozambicana e sospettata di far parte della “flotta ombra” russa usata per esportare petrolio nonostante le sanzioni.
Lo ha confermato il presidente Emmanuel Macron su X: l’operazione è avvenuta in alto mare con il supporto del Regno Unito e “nel pieno rispetto del diritto del mare”. Macron ha definito inaccettabile che queste navi eludano le sanzioni, violino il diritto del mare e finanzino la guerra in Ucraina.
La Francia aveva già effettuato sequestri simili nel Mediterraneo a marzo 2026 contro la Deyna e_ e la Grinch, sempre sospettate di trasportare petrolio russo sotto false bandiere. L’ambasciata russa in Francia non ha ancora risposto, ma Mosca ha già definito in passato I sequestri di navi legate ai sui carichi come “pirateria” come ha ripetutamente affermato lo stesso Putin..
Nikolai Patrushev, consigliere di Putin e presidente del Consiglio marittimo russo, ha lanciato un avvertimento più duro: se l’Europa continua a sequestrare navi russe, Mosca potrebbe impiegare la propria marina per impedirlo e rispondere simmetricamente contro le navi europee.
“Se non diamo una dura risposta, presto britannici, francesi e perfino i Baltici cercheranno di bloccare l’accesso ai mari almeno nell’Atlantico”. Ha dicirato Patrushev aggiungendoche la migliore garanzia per la sicurezza della navigazione è una presenza navale russa permanente nelle principali aree marittime.
Le sanzioni occidentali contro il petrolio russo hanno fatto crescere una “flotta ombra” di petroliere con proprietà opache, bandiere di comodo e assicurazioni scadenti, che Mosca usa per mantenere le esportazioni soèattutto verso India e Cina, la Francia e il Regno Unito e altri paesi europei hanno intensificato le interdizioni in mare e nei porti per colpire questa rete.
L’episodio dell’Atlantico segna un’escalation nell’applicazione delle sanzioni, mentre la Russia minaccia una risposta navale e parla apertamente di ritorsione contro il trasporto marittimo europeo.
Una minaccia che Mosca potrebbe anche mettere in campo almeno teoricamente.
Infatti in alto mare nell’Atlantico la libertà di navigazione vale per tutti. Le navi russe possono scortare petroliere, ma se intervengono contro una forza navale NATO – come la Marina francese che ha abbordato la Tagor -con il supporto britannico– si rischia un confronto diretto con la NATO. L’Atlantico nord-orientale è infatti pattugliato costantemente da Francia, UK, Spagna, Portogallo e USA e una scorta armata russa verrebbe vista come provocazione scatenando seri incidenti.
Nel mediterranei invece la Russia ha un vantaggio logistico maggiore grazie alla base di Tartus in Siria e ai rifornimenti via Mar Nero ed è già ampiamente noto che.la Marina da gierra russa è già regolarmente presente nel Mediterraneo orientale dal 2015.
Tuttavia, gli stretti di Gibilterra e dei Dardanelli sono controllati da NATO, qualsiasi scorta russa che tentasse di impedire un abbordaggio da parte di Francia o Italia in acque internazionali mediterranee si scontrerebbe con le regole NATO e il diritto del mare. Inoltre, il sequestro della Deynaè avvenuto nel Mediterraneo occidentale, molto lontano da Tartus.
La flotta russa è impegnata in Ucraina, nel Baltico e nel Mar Nero dove ha subito sconfitte significative Quindi le capacità di scorta oceanica sono limitate a pochi incrociatori, cacciatorpediniere e fregate oceaniche, con la necessità di rifornimento a lungo raggio.
Ancora più rischiso sarebbe l’impigo di sottomarini dei quali almeno 6 sono presenti nell’atlantico e nel Mediterraneo rispetto a un totale di 55 fra diesel di cui 22 nucleari e divisi fra flotte del Nord, Pacifico, Baltico e Mar Nero, rappresentano la seconda flotta al mondo dopo quella statunitense.
Una scorta permanente su rotte atlantiche richiederebbe basi di appoggio che la Russia non ha, a parte forse accordi temporanei in Africa occidentale, ancora incerti.
Mosca userà probabilmente: la “Pressione diplomatica” e minacce come quelle di Patrushev potranno riguardare “scorte sporadiche” con fregate o corvette in convogli selezionati, soprattutto nel Mediterraneo orientale. E comunque Mosca proseguirà nell’utilizzo di bandiere di comodo, assicurazioni non occidentali e rotte alternative per la sua “flotta ombra”, più che scorte militari dirette in Atlantico. Resta il subbio sul Mediterraneo.
Un dispiegamento su larga scala di navi da guerra russe in Atlantico sarebbe un’escalation militare con la NATO, qualcosa che Mosca finora ha evitato., ma una presenza simbolica e reazioni asimmetriche, come molestie a navi europee o maggiore supporto alle flotte di paesi amici, non va assolutamente esclusa.
Giu.Lo
