Esteri

Gli Usa colpiscono l’Iran, che risponde in Kuwait. Israele sfonda in Libano. Trump: “Va tutto bene”

President Donald Trump speaks during the swearing in of Kevin Warsh as Chairman of the Federal Reserve in the East Room of the White House, Friday, May 22, 2026, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Donald Trump torna a valanga su Truth e rilancia: l’Iran “vuole davvero raggiungere un accordo” e la guerra “si risolverà per il meglio”.

Ormai è copione già usurato. Il presidente americano attacca i critici bipartisan che lo pressano sui tempi e sui metodi della trattativa, invitandoli a “stare tranquilli”. Nel post non c’è un cenno agli attacchi statunitensi condotti nel fine settimana contro l’Iran, né al missile balistico iraniano che ha colpito il Kuwait.  Teheran, dal canto suo, ha diffuso un video del lancio: sul corpo del missile, un adesivo raffigurante Trump contuso che chiede aiuto, con lo Stretto di Hormuz indicato come “chiuso”. La didascalia: “Fino a quando l’ultimo soldato americano non lascerà la regione”. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha escluso nel frattempo che siano in corso trattative sui dettagli del dossier nucleare: “La nostra priorità è porre fine alla guerra”, ha dichiarato in conferenza stampa.

HORMUZ SOCCHIUSO

Sul fronte marittimo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha scortato circa settanta navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime tre settimane, secondo quanto riferito da un funzionario americano in forma anonima al New York Times. La maggior parte delle imbarcazioni ha navigato con i transponder spenti per evitare di essere individuata. Prima dello scoppio del conflitto, oltre cento navi commerciali al giorno attraversavano lo stretto. Ora gli analisti marittimi non sono in grado di verificare in modo indipendente il traffico effettivo: l’oscuramento dei segnali rende impossibile qualsiasi riscontro indipendente. Le rotte seguite sembrerebbero più vicine alle acque omanite, lontano dalla costa iraniana.

ISRAELE STA DIVORANDO IL LIBANO

In Libano la situazione si deteriora. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato attacchi aerei sul quartiere di Dahiyeh, a Beirut, roccaforte di Hezbollah, invocando le ripetute violazioni del cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile. Il cessate il fuoco non è mai stato realmente rispettato: entrambe le parti si accusano quotidianamente di averlo infranto per prime.

Nel fine settimana Netanyahu ha parlato di “svolta decisiva” nell’operazione contro Hezbollah, annunciando l’intenzione di spingersi più a fondo nel paese. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi in seduta d’emergenza su richiesta della Francia: il presidente Macron ha definito l’escalation nel sud del Libano ingiustificabile e ha chiesto la fine immediata dei combattimenti. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha intanto parlato separatamente con il presidente libanese Joseph Aoun e con Netanyahu, ribadendo che Hezbollah deve cessare gli attacchi prima di qualsiasi altra mossa diplomatica.

MACRON: BENE TRUMP, SUBITO CESSATE FUOCO IN IRAN

“Pronti a dispiegare la missione internazionale a Hormuz non appena sarà raggiunto un accordo Stati Uniti-Iran”: lo assicura il presidente francese Emmanuel Macron, riferendo in un post su X del colloquio avuto nella serata di ieri con l’omologo statunitense, Donald Trump.
Nella chiamata, Macron ha “salutato gli sforzi determinati che [Trump] sta conducendo per giungere rapidamente a un accordo”, che secondo il capo dell’Eliseo “rappresenta un’opportunità unica per costruire un nuovo quadro di sicurezza che coinvolga l’insieme degli attori interessati, al fine di consentire una stabilizzazione duratura della regione”.
Macron continua: “Ho indicato che siamo pronti a sostenere pienamente questi sforzi e ad assumere il nostro ruolo nella loro attuazione. È questo il senso della missione internazionale che abbiamo costruito con i britannici e i nostri partner, pronta a essere dispiegata non appena sarà concluso un accordo, per contribuire alla sicurezza del traffico marittimo nello stretto di Hormuz. Siamo altresì disposti a portare la nostra competenza e capacità alle negoziazioni più ampie che devono aprirsi, in particolare sul capitolo nucleare di un accordo”.
Quanto al Libano, Macron afferma: “Ho salutato l’impegno del Presidente Trump a favore della sovranità e dell’integrità territoriale del Libano, e ho sottolineato l’importanza di un cessate il fuoco robusto e del nostro sostegno collettivo alle autorità libanesi”.

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