Tortura e sequestro di persona sono le ipotesi di reato al centro dell’inchiesta della Procura di Roma sulla vicenda Flotilla che vede indagato il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir. Il fascicolo aperto a piazzale Clodio riguarda l’abbordaggio della nave da parte delle autorità israeliane e le frasi di scherno rivolte dal ministro agli attivisti fermati nel porto di Ashdod, inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena dopo essere stato condotti in un hangar portuale. Tra i coinvolti risultano anche cittadini italiani.
Ben-Gvir, non mi faccio intimidire da indagine italiana
“Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”. E’ la risposta del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir all’indagine aperta nei suoi confronti da parte della procura di Roma nell’ambito dei fermi degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla e del video da lui pubblicato dove rivolgeva loro frasi di scherno. “Non sono intimidito da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”, ha aggiunto. Poi frasi di scherno che descrivono bene il personaggio: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte infradito”.
Red
