di Proto Casciani
“Sono sfide complesse quelle che attendono l’Europa, troppo complesse per essere affrontate con vecchi schemi ideologici e con le regole non più attuali che vanno evidentemente ridiscusse per renderle maggiormente aderenti ai nostri tempi. Non siamo destinati al fallimento, ma il risultato dipenderà dalla capacità di passare da un’Europa che gestisce l’emergenza a un’Europa in grado di governare il cambiamento, per trasformare le crisi in opportunità e ridefinire così il nostro futuro”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo alla cerimonia di Consegna diplomi e distintivi agli ufficiali frequentatori del 53° Corso Superiore di Polizia Economico-Finanziaria.
In Europa occorre un cambio di passo
“Occorre un cambio di passo” in Europa, facendo in modo prima di tutto che “la politica torni a svolgere un ruolo centrale. La storia economica, in effetti, ci insegna che le fasi di crisi sono generalmente seguite da periodi di rilancio, che dai frangenti difficili possono nascere opportunità. Però – e dobbiamo tenerlo bene a mente – se le crisi e i fattori di instabilità sono persistenti possono sfociare anche in fallimenti e generare problemi cronici. Di qui l’esigenza di risposte concrete e tempestive, soprattutto in un’epoca – come quella che stiamo vivendo – caratterizzata da conflitti bellici ai confini dell’Europa e in Europa e in altre aree strategiche del Pianeta come il Medio Oriente, guerre commerciali e tecnologiche, shock energetici che incidono sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese”, ha spiegato il ministro.
Decisione su flessibilità riconosce responsabilità governo
“È da accogliere con favore la decisione della Commissione Europea di concedere maggiore flessibilità di bilancio richiesta dall’Italia per rispondere alla crisi energetica. Una decisione giunta grazie ad un lavoro intenso, serio e riservato che abbiamo condotto con Bruxelles e con i Ministri delle Finanze europei miei omologhi, frutto anche della riconosciuta responsabilità di questo Governo nella gestione della finanza pubblica”.
